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L’Emilia Romagna è il luogo migliore dove vivere per gli immigrati. Va alla nostra regione il primato per l’integrazione degli stranieri. E’ quanto emerge dal VII rapporto del Cnel presentato oggi.

Se sei un immigrato, la regione in cui si vive meglio è l’Emilia Romagna. Lo rivela il VII Rapporto Cnel, il Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro, sugli Indici di integrazione degli immigrati in Italia. E’ una sorta di termometro dello stato dell’integrazione degli stranieri nel nostro paese che misura ”il potenziale di integrazione di ciascuna regione e provincia italiana” sotto l’aspetto dell’ inserimento nel tessuto sociale e lavorativo dei nuovi arrivati. Nella graduatoria assoluta, la nostra regione si conferma, con un valore di 60.82 su una scala da 1 a 100, come la regione con il più alto potenziale di integrazione in Italia. Tra le province, il primato spetta a Parma, seguita da Reggio Emilia, Modena è al decimo posto; mentre Bologna è al 27esimo. La ricerca misura la qualità delle condizioni locali che favoriscono, o meno, l’integrazione degli immigrati, valutando alcuni indicatori di inserimento sociale come la dispersione scolastica, l’accesso al mercato immobiliare, la cittadinanza, la criminalità, oltre ad indicatori di inserimento occupazionale come la capacità di assorbimento di lavoratori stranieri da parte del mercato o il reddito da lavoro. Singolare il quadro che emerge della Sicilia: una regione che offre pari condizioni di inserimento socio-occupazionale tra immigrati ed italiani. Ad Enna addirittura il livello di inserimento socio-lavorativo degli stranieri è migliore dello 0,20% rispetto agli italiani. A sorpresa,il primato della collettività con il migliore inserimento lavorativo va all’India, seguita da Romania, Moldavia e Albania. In generale, il Cnel dimostra che “l’aumento degli immigrati non si traduce in un automatico aumento proporzionale delle denunce penali nei loro confronti”. A carico dei nuovi venuti vi è, infatti, un denunciato ogni 25 individui, mentre a carico di tutte le persone residenti in Italia vi è un denunciato ogni 22.  A scuola di integrazione con il Cisv Sono giovanissimi, quasi tutti attorno ai quindici anni di età, eppure sono già veterani dell’integrazione culturale: giovani pionieri della multietnia, bravissimi nelle lingue straniere. Italiani, svedesi, danesi, argentini, americani del nord e del sud. Coinvolti nel progetto del Cisv Modena chiamato Summer Camp, un campo internazionale che ha come tema l’integrazione e un titolo eloquente: “Behind the wall”, oltre il muro. Ventuno giorni a Modena, insieme, per conoscersi come persone e come rappresentanti dei rispettivi popoli. Si comincia con la caccia al tesoro in centro storico, poi via alla scoperta della nostra provincia. E’ in programma anche una gita a Firenze, per incontrarsi con ragazzi di altre delegazioni. Un progetto che Comune e Provincia di Modena, assieme alla fondazione Cassa di Risparmio, si sono affrettati a promuovere.


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