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Protesta questa mattina alla Casa di lavoro di Saliceta San Giuliano. Gli internati hanno iniziato a battere pentole e altri oggetti contro le inferriate delle celle per chiedere la concessione delle licenze previste dall’ordinamento penitenziario

Protesta questa mattina alla Casa di lavoro di Saliceta San Giuliano. Gli internati hanno iniziato a battere pentole e altri oggetti contro le inferriate delle celle per chiedere la concessione delle licenze previste dall’ordinamento penitenziario. Il problema, in realtà, potrebbe risolversi già nei prossimi giorni. Come noto, il nuovo magistrato di sorveglianza ha assunto l’incarico solo da pochi giorni ereditando un pesante arretrato. In questa fase l’ufficio ha dovuto fare fronte alle emergenze, ma dopo l’udienza già fissata per il 14 di luglio, il dott. Giovanni Roberto Mazza potrebbe vagliare le richieste di licenza. Il sindacato di polizia penitenziaria Sappe ricorda che attualmente nella casa i lavoro di Saliceta gli internati in licenza sono 13, e 84 sono quelli presenti nella struttura. Un numero che crea problemi di gestione al personale di polizia penitenziaria, ormai ridotto al minimo per le note carenze di organico, aggravato, in questo periodo, dal piano ferie. Denuncia del Siulp Niente più espulsioni di clandestini: ad annunciarlo il sindacato di polizia Siulp, che denuncia come la manovra finanziaria abbia azzerato il compenso per le missioni all’estero, quelle che gli agenti compiono per scortare gli stranieri fino al paese d’origine, e che già erano state diminuite nel 2006. Poche decine di euro e un panino, dice il sindacato, erano considerati il minimo indispensabile per sobbarcarsi l’incombenza che spesso mette a rischio l’incolumità di chi svolge il servizio. A volte, infatti, ad essere accompagnati sono criminali, colpevoli anche di gravi reati, che non hanno già in passato esitato ad aggredire gli agenti di scorta.


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