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Mentre è in corso lo stato di agitazione di docenti e ricercatori contro i tagli imposti dalla Finanziaria, l’Università di Modena e Reggio continua a raccogliere consensi.

Le tasse sono la nota dolente, anche se il rettore si affretta a spiegare che la politica che si sta perseguendo, anche se onerosa, è quella di impiegare le risorse della tassazione universitaria per mantenere e migliorare i servizi agli studenti. Anche l’onorevole del Pd, Manuela Ghizzoni, sottolinea come, a causa dei tagli, gli atenei rischino l’asfissia. Per il resto l’Università degli studi di Modena e Reggio è promossa a pieni voti. La conferma arriva dalla rivista Campus che piazza al quarto posto assoluto il nostro ateneo nella classifica degli atenei di medio-grande dimensione. Quinti se si considerano anche le università con più di 50mila studenti, e comunque sempre primi tra le università dell’Emilia Romagna. Davanti a Modena, Trento, Pavia, la Cattolica e la Statale di Milano. Rispetto all’ultima rilevazione l’ateneo modenese ha aumentato anche il punteggio personale, 95,80 centesimi. Un numero che tiene conto di quasi 3mila dati e numerosi parametri: tasse, lavoro, ma anche il cosiddetto value-money, una sorta di qualità-prezzo. Grazie agli studenti e alle loro performance i risultati migliori con un terzo posto assoluto che tiene conto degli iscritti in corso e della loro produttività in termini di esami. Lusinghiero il giudizio sulla dotazione infrastrutturale. Buona l’occupabilità post laurea e anche il giudizio che gli studenti danno sui docenti. Posizioni più basse per la ricerca (21esimo) per l’internazionalizzazione (25esimo) e per l’approccio ai social network (31esimo). L’Università di Modena e Reggio non è su Twitter e su Facebook, nemmeno su YouTube, negli anni zero anche questo è un handicap.


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