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La crisi colpisce non solo le famiglie e le imprese, ma anche i professionisti, oltre cinquemila persone nella nostra provincia.

Forniscono servizi e consulenze al mondo delle imprese, alla pubblica amministrazione e ai cittadini. Molto spesso vengono visti come dei privilegiati, gente che ha avuto la possibilità di mettersi in proprio. Ora però la difficile congiuntura internazionale sta pesando anche su questo settore, soprattutto tra i più giovani. Nella nostra provincia i professionisti sono più di 5mila persone tra avvocati e architetti, veterinari e periti agrari, geometri e geologi, consulenti del lavoro e commercialisti, solo per citare alcune delle professioni più conosciute. Subiscono la crisi al pari delle imprese senza poter beneficiare, però, delle agevolazioni e dei finanziamenti stanziati dagli enti locali a favore di aziende e famiglie. A denunciare la situazione è Pietro Balugani, presidente del Comitato unitario delle professioni: “Il paradosso – dice Balugani – è che i nostri dipendenti possono usufruire di ammortizzatori sociali e integrazioni al reddito, mentre noi no”. La crisi ha comportato una forte diminuzione del lavoro, con conseguente calo del fatturato, in particolare per le professioni tecniche. Geometri, ingegneri e architetti stimano una diminuzione media del 30%. A questo si devono aggiungere crescenti ritardi nel vedersi pagare le parcelle e la comune difficoltà di accesso al credito. A farne le spese, come detto, soprattutto coloro che sono entrati nelle professioni da poco e che rischiano di doverne, giocoforza, uscire.


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