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Dopo le polemiche dei giorni scorsi, sembra avviarsi a soluzione il caso del magistrato di sorveglianza, un ufficio vacante da una decina di giorni dopo il trasferimento del dott. Angelo Martinelli. Oggi è stato l’ultimo giorno come giudice penale del suo sostituto, dott. Mazza.

A giorni Roberto Giovanni Mazza assumerà le funzioni di magistrato di sorveglianza, dopo che il 10 giugno era stato ufficialmente trasferito il suo predecessore, il dott. Angelo Martinelli, coinvolto nelle polemiche per le licenze continuative concesse agli internati delle case di lavoro. Due settimane di vuoto che hanno creato una mole impressionante di arretrato. Il Tribunale di sorveglianza di Bologna aveva nominato come sostituto fino al 26 giugno un giudice di Reggio Emilia che si è però limitato a gestire l’emergenza, senza entrare nel merito di chi si trovava in una situazione di detenzione o di internamento con i termini scaduti. La goccia che aveva fatto traboccare il vaso era stato il rinvio “sine die” dell’udienza del 16 giugno scorso, una decisione che aveva provocato una dura reazione degli avvocati difensori, e di chi, e sono tanti, si occupa di detenuti e di internati fuori e dentro alle carceri e alle case di lavoro. Del caso si era occupata l’On. del Pd Manuela Ghizzoni che, a stretto giro, aveva presentato un’interrogazione al ministro Alfano chiedendogli di verificare al più presto la situazione modenese e di provvedere alla nomina del nuovo magistrato. Una mobilitazione che sembra avere dato frutti. Oggi è stato l’ultimo giorno di udienze come giudice penale per il dott. Mazza. Lo attende un impegno importante, decidere per i detenuti del Sant’Anna (più di 550 persone) e per gli internati sottoposti a misura di sicurezza nella casa di lavoro di Saliceta San Giuliano e in quella di reclusione di Castelfranco Emilia; deve stabilire il grado di pericolosità dei carcerati e decidere se meritano di finire di scontare la pena con una vigilanza esterna, deve erogare permessi, licenze e borse di lavoro. Un lavoro dove a un fascicolo deve corrispondere la conoscenza della persona, il suo curriculum criminale e l’eventuale percorso di recupero. La prossima udienza è fissata per il 30 giugno, non è detto che per quella data il nuovo magistrato possa essere già operativo, ma quel che sperano internati e avvocati è che almeno venga fissata una data di rinvio. In caso contrario si temono tensioni all’interno degli istituti di pena.


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