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C’è cocaina nell’aria di Modena. Ma ce n’è molta di più in quella di Bologna, per non parlare di Milano. Sono le sostanze stupefacenti il nuovo fronte dell’inquinamento, parola di Consiglio nazionale ricerche.

La ricerca del Cnr, Consiglio nazionale ricerche, pubblicata dalla rivista scientifica Atmospheric Environmnet e ripresa da La Repubblica, è già oggetto di un’interrogazione comunale a firma Andrea Leoni, consigliere Pdl. Del resto la notizia è di quelle che destano scalpore: oltre alle Pm10, oltre all’ozono, l’aria italiana è ammorbata anche dalle sostanze stupefacenti. Ma il comune di Modena non potrà farci gran chè: è vero che in città si registra un livello di 0,08 nanogrammi per metro cubo – a Bologna è 0,10, a Milano persino il doppio – ma è difficile capire perché. L’istituto di ricerca non sa se il risultato dipenda dal consumo, anche se lo stesso Cnr qualche mese fa aveva sottolineato che le persone che facevano uso di cocaina in Italia erano passate dalle 400mila del 2001 al milione del 2008. L’altro problema è che non si sa se respirare residui di sostanze stupefacenti, anche i principi attivi della cannabis sono stati riscontrati, possa creare qualche problema alla salute, a parte forse provocare qualche risata in più. Il fatto è che – ha spiegato il ricercatore del Cnr Angelo Cecinnato – per questo tipo di valutazioni si è solo all’inizio. Anche perché nell’aria ci sono anche gli inquinanti tradizionali, la nicotina e persino la caffeina. La buona notizia è che tutti, droghe comprese, diminuiscono a giugno.


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