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Collegare il nuovo scalo merci di Marzaglia alla viabilità ordinaria di Modena. E’ l’imperativo lanciato ieri da Confindustria. In attesa della nuova tangenziale prevista con la Bretella, c’è il rischio che lo scalo merci resti isolato per anni. Il Comune è pronto a realizzare una strada provvisoria.

La rivoluzione viaria di Marzaglia e Cittanova. Con la Bretella, a Modena arriverà una nuova tangenziale che collegherà l’attuale rotatoria di immissione al casello di Modena nord al prolungamento dell’A22, passando per lo scalo merci ferroviario di Marzaglia. Nel frattempo sarà realizzata anche la nuova strada dedicata al casello autostradale per rendere più fluida l’entrata in A1 ed evitare l’attuale congestione del traffico in zona Fiera. Ma questo è il futuro. Un futuro lontano anche perché i primi fondi per la Bretella stanziati dal Governo Prodi, 234 milioni, ancora non sono stati impegnati. Proprio ieri, all’Assemblea di Confindustria, il Ministro Sacconi ha garantito che questo accadrà nella riunione del Cipe di luglio. Se anche così fosse, per realizzare l’opera ci vorranno anni, con il rischio concreto che lo scalo merci ferroviario di Marzaglia, che sarà pronto tra un anno e mezzo, resti isolato da Modena. “Inaccettabile”, ha tuonato ieri il presidente degli industriali Pietro Ferrari che però ha rassicurato tutti dicendo che il Comune è pronto a realizzare un collegamento provvisorio. Due le ipotesi in campo, una con una rotatoria subito dopo Cittanova in direzione Reggio, l’altra più complessa a ridosso della linea ferroviaria che però avrebbe il pregio di evitare di congestionare per qualche anno la via Emilia.


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