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Sarà un giugno molto caldo per gli iscritti alla Cgil chiamati ad un mese di mobilitazione contro la manovra finanziaria del Governo. Si comincia sabato con una manifestazione nazionale a Roma.

“Una manovra di classe”. E non perché sia ben fatta, nemmeno perché i più colpiti sembrano i lavoratori della scuola e neanche per riesumare vecchi slogan. “Una manovra di classe” – attacca la Cgil, perché a pagare la crisi saranno pensionati e dipendenti. Quelli pubblici un po’ di più. E così contro la finanziaria del Governo, il sindacato si prepara ad un giugno di mobilitazione che sarà aperto sabato pomeriggio dalla manifestazione in Piazza del Popolo a Roma. Da Modena per dire no alla manovra definita “iniqua e sbagliata” partiranno su 20 pullman almeno in 1500. Poi partirà una capillare campagna di assemblee nei luoghi di lavoro che porterà all’attivo provinciale del 16 giugno e allo sciopero generale… Manovra bocciata senza appello, ma anche concrete controproposte a cominciare dalla riduzione delle tasse sui redditi da lavoro e da pensione. E per recuperare le risorse e tenere sotto controllo il debito pubblico, la Cgil chiede al Governo di tassare le rendite, come negli altri paesi europei, l’introduzione della “patrimoniale” sulle grandi ricchezze, il ritorno all’Ici sulla prima casa per i redditi alti, un’addizionale Irpef su quelli superiori ai 150mila euro e l’aumento dal 5 al 7% della tassazione sui capitali fatti rientrare dall’estero grazie allo scudo fiscale. “Perché a pagare la crisi – concludono i sindacalisti – siano anche i più ricchi”. Tempo pieno, i tagli nel vignolese Il coordinamento dei presidenti di circolo e di istituto dei comuni dell’Unione terre di castelli lancia l’allarme: nel territorio per l’anno scolastico 2010-2011 le prime classi a tempo pieno alle elementari potrebbero essere due, forse tre, in meno rispetto alle richieste delle famiglie. Alcuni bambini, quindi potrebbero vedersi assegnare un orario di 27 ore pur avendone chieste 40. Possibili riduzioni di orario potrebbero verificarsi anche in classi già avviate. Motivo, spiega il coordinamento, i tagli previsti che fanno si che in regione siano assegnati 38 posti in meno in organico rispetto all’anno scorso, come comunicato dall’ufficio scolastico regionale. Azzerata anche la compresenza di insegnanti, che di fatto, continuano i presidi, snatura il modello pedagogico del tempo pieno. Manovra e ComuniNon appena pubblicata la classifica de Il Sole 24 ore su quanto peserà la manovra dell’attuale governo sugli enti locali, subito si è scatenata la bagarre e le opposizioni hanno cominciato a prendere di mira il sindaco Pighi tacciandolo di inutili allarmismi, di aver preannunciato tagli quando in realtà il Comune di Modena risulta essere uno dei meno bersagliati in assoluto. Pronta la replica di amministrazione e Pd: entrambi sottolineano il fatto che proprio la classifica del quotidiano economico è la controprova di quanto fino ad ora il Comune abbia lavorato in maniera virtuosa, puntando ad avere sempre e comunque, nonostante le difficoltà, i conti in ordine. E’ per questo che la manovra peserà percentualmente meno qui che altrove. Questo però non significa che, al di là della percentuale, il taglio non sia più che consistente: secondo i calcoli dei tecnici del Comune, Modena nel suo complesso, nei prossimi due anni, avrà 19 milioni di euro in meno. 5,5 milioni nel 2011; 9,2 nel 2012 a cui bisogna aggiungere la riduzione del Fondo nazionale per le politiche sociali e del Fondo per la non autosufficienza che comporteranno minori trasferimenti per 2 milioni ogni anno. Lapidario il segretario cittadino del Pd Giuseppe Boschini: “Le opposizioni si sono dimenticate di dire che Modena è in testa alle classifiche dei capoluoghi di provincia per il basso indebitamento del Comune, vuol dire che non ha tutti quei debiti che altre città, soprattutto quelle governate dal centro destra come Parma e Catania, invece hanno” Se per Modena la situazione, dopo la manovra, sarà comunque estremamente grave, per loro sarà semplicemente “disperata”.


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