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I tagli previsti dal governo colpiscono duro soprattutto a scuola, dove 212 docenti soltanto a Modena verranno tagliati dagli organici di istituti primari e secondari. Le scuole superiori rispondono con lo sciopero degli scrutini.

Definita fin da subito l’extrema ratio, la soluzione da evitare ove possibile, alla fine è diventata realtà: diciassette scuole superiori pubbliche della Provincia hanno messo in atto lo sciopero degli scrutini, oggi e domani, con un impatto pesante. Oltre duecentocinquanta classi, escluse naturalmente tutte quelle che conducono all’esame di Stato, come previsto dalla legge. I licei Tassoni, Wiligelmo, San Carlo e Muratori, gli istituti Selmi, Fermi, Barozzi e Cattaneo: decine di professori pronti a sospendere il giudizio su migliaia di studenti, nella speranza che il gesto porti a risposte chiare sugli ulteriori tagli alla scuola previsti dalla legge Gelmini. Proprio al Cattaneo il coordinamento provinciale del blocco Una forma di protesta astuta, efficace, dicono gli osservatori neutrali. Già ora una vittoria, perché il coordinamento sindacale degli insegnanti, l’RSU, è riuscito nella missione che fino a qualche giorno fa sembrava impossibile: coinvolgere tutte le sigle e gli autonomi. Ora si attendono risposte sui 128 tagli previsti ai corpi docenti delle scuole superiori (saranno 212 in totale tra primarie e secondarie). E anche sul destino dei precari, che rifiutano di diventare il simbolo del declassamento della loro categoria professionale.


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