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Mondo della scuola in subbuglio tra i tagli della riforma Gelmini e la recente manovra del Governo. Si prospetta una chiusura di anno scolastico tutt’altro che facile tra blocco degli scrutini e presidi di studenti e genitori.

Un sit-in organizzato da docenti, studenti e genitori per dire “no” al decreto Gelmini si è tenuto oggi pomeriggio al Fermi di Modena. E’ stata una protesta corale, che ha visto un’ampia adesione ed è stata organizzata in collaborazione con il coordinamente provinciale dei presidenti dei consigli d’istituto. Sono 212 gli insegnanti in meno a livello provinciale per l’anno prossimo, a fronte di un aumento della popolazione scolastica e nuovi tagli alle risorse per Università e ricerca. I dati vengono forniti dalla Regione che indica una riduzione complessivamente di 1.193 insegnanti in Emilia Romagna; mentre cresce il numero di allievi che l’anno prossimo saranno 7-8 mila in più rispetto al 2009-2010. Ad aggravare la situazione è la recente manovra del Governo. Sul piede di guerra gli insegnanti precari che prevedono 400 licenziamenti di lavoratori temporanei nella nostra provincia e si prospetta, inoltre, il blocco degli scatti di anzianità per tre anni. L’Unione sindacale di Base ha indetto lo sciopero di due ore il 7 e l’8 giugno che causerà il blocco degli scutini. Questa tipologia di sciopero appare incisiva perché permette la perdita di sole poche ore di lavoro da parte di chi sciopera, ma ottiene un effetto palese che rallenta i lavori per la stesura delle pagelle. Una forma di contestazione forte e chiara. Mondo della scuola in subbuglio, dunque, dalle scuole d’infanzia, che versano in una situazione molto critica, fino al taglio di 128 docenti solo nella scuola secondaria di secondo grado. “Scuola pubblica svendesi” è lo slogan di uno striscione fuori dal Fermi.Chiude la primaria CeccherelliScuola elementare Ceccherelli addio: è suonata oggi per l’ultima volta la campanella nel plesso di via Sgarzeria a Modena. Gli alunni di quarta e quinta, 36 in tutto, saranno trasferiti in Cittadella. E’ dal 2007 che la scuola non accettava più iscrizioni in prima classe, da quando cioè il numero di alunni stranieri, in alcuni casi 9 su 10, era diventato così alto da non permettere più di portare avanti percorsi di vera integrazione.


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