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L’associazione alcolisti anonimi di Modena compie 30 anni. Dal 1980 sono tantissime le persone che hanno frequentato i gruppi di aiuto cercando di vincere la propria dipendenza. Nel modenese, sono almeno 8mila gli alcolisti, 80mila i consumatori problematici.

"Il primo passo è accettare di essere stati sconfitti e mettere da parte il proprio atteggiamento egocentrico, tratto che molto spesso caratterizza coloro che sono afflitti dalla dipendenza da alcol.” Sono le parole di Luigi, un nome di fantasia, ex alcolista che dopo avere affrontato e superato momenti difficilissimi grazie all’Associazione Alcolisti Anonimi, ora continua ad offrire il suo aiuto e sostegno ad altre persone che come lui cercano di smettere e, ancor prima, di recuperare una dignità che, come sottolinea lui stesso “si perde completamente”. Parole semplici pronunciate in occasione della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina presso l’Azienda Usl per sottolineare la proficua collaborazione con l’Associazione e ricordare i trent’anni di attività degli Alcolisti Anonimi in provincia di Modena: un’occasione per tracciare un bilancio del lavoro svolto e parlare delle prossime attività. Purtroppo la dipendenza da alcol, come confermano i dati, resta una piaga i cui effetti devastanti tendono ad espandersi. Ad abitudini note, quelle in particolare del forte bevitore di vino, se ne aggiungono altre, si pensi al fenomeno del binge drinking, che interessa soprattutto i più giovani. Il risultato è che si amplia ulteriormente il numero di persone a rischio, per età e sesso. Tra gli anziani, non di rado è la solitudine a far nascere la dipendenza; poi, sempre più spesso, anche le donne sono vittime della dipendenza da alcol. Dei giovani e dei rischi che corrono, molto si sta dicendo, cercando di mettere in atto azioni che li riconducano a stili di vita più rispettosi della loro salute. “Da parte nostra c’è il desiderio di rafforzare ulteriormente la rete di supporto presente in tutta la provincia. In particolare stiamo cercando di aumentare la personalizzazione dell’attività di auto-aiuto. In altre parole, pensiamo che, almeno inizialmente, possa essere più efficace far dialogare persone con affinità tra loro. Un giovane con problemi con l’alcol con tutta probabilità si sentirà più coinvolto se lo accoglie una persona con un’età vicina alla sua” aggiunge un Arturo, anche lui, dell’Associazione Alcolisti Anonimi. “Il ruolo di Associazioni, radicate e ben organizzate, come Alcolisti Anonimi è di grande rilievo e si integra in modo efficace ed utile con il lavoro che svolgiamo sul territorio. Anche per il futuro i programmi su cui stiamo lavorando prevedono un ruolo centrale per le associazioni che operano in questo ambito” evidenzia Claudio Annovi coordinatore del progetto interaziendale alcol. I centri alcologici dell’Ausl di Modena operano infatti collaborando con l’Associazione Alcolisti Anonimi e con gli altri gruppi di auto aiuto attivi sul territorio, AL-Anon, Club Alcolisti in trattamento. L’invio ai gruppi di auto-aiuto è un’opzione raccomandata alle persone che superano i trattamenti di disassuefazione. La collaborazione in particolare con l’Associazione Alcolisti Anonimi nel corso di questi anni si è ulteriormente consolidata permettendo di garantire un contatto diretto tra le persone in trattamento e i referenti di Alcolisti Anonimi all’interno dei centri alcologici e del centro diurno “Colombarone” di Magreta di Formigine. Con il consenso dell’interessato, l’attività svolta si traduce in incontri e colloqui programmati, finalizzati a favorire l’inserimento dell’alcolista in un gruppo di auto aiuto per prevenire le ricadute ricorrenti nel campo dei disturbi da consumo problematico di alcol. A confermare che la collaborazione con le Associazioni funzionano ci sono anche i numeri: ogni anno infatti sono circa un centinaio le persone seguite dai Servizi Alcologici dell’Azienda Usl che raccolgono queste indicazioni e partecipano agli incontri dei gruppi di auto-aiuto, divenendo non di rado membri attivi delle diverse associazioni. Di norma l’Associazione, nel rispetto di quello che è uno dei principi cardine della propria azione, vale a dire l’anonimato, agisce con determinazione ma sotto traccia. Una regola che solo eccezionalmente viene temporaneamente accantonata come nel caso dell’incontro aperto al pubblico che si terrà nella mattinata di domenica prossima 6 giugno a San Damaso, con l’obiettivo di tracciare un bilancio dell’attività svolta da Alcolisti Anonimi a Modena, a trent’anni dalla sua nascita. I dati mpiù recentiCentri alcologici dell’Azienda Usl di Modena I nuovi dati relativi all’attività dei 7 Centri alcologici distrettuali dimostrano che l’attività dei servizi impegnati nella cura dei disagi provocati dall’alcol è in aumento: dal 1996, primo anno di vita dei Centri con 189 casi, l’aumento degli utenti è stato costante. Nel 2009 i centri – dove sono all’opera equipe di professionisti formate da medici, psicologi, infermieri, educatori e assistenti sociali per garantire gli interventi di prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi da uso di alcol – complessivamente hanno offerto consulenze a 1.127 persone con problematiche di consumo di alcol, e hanno seguito con programmi personalizzati 845 persone – 640 uomini e 205 donne – con alcoldipendenza; di questi, 236 sono risultati nuovi utenti visti per la prima volta nel corso dell’anno. Rispetto al 2008, l’aumento delle persone prese in carico è stato del 9,3%, cioè 216 in più. Consumo problematico In base ai dati 2008 dello studio Passi, si stima poi che in provincia di Modena le persone con dipendenza da alcol siano almeno 8.000 e che i consumatori problematici siano non meno di 80.000. Rientrano nel profilo di consumatori ad alto rischio e/o problematici quei bevitori che eccedono quotidianamente nei consumi dai limiti indicati dall’OMS, cioè per i maschi due unità alcoliche e per le femmine un’unità alcolica al giorno (un’unità alcolica corrisponde a una lattina di birra o un bicchiere di vino o un bicchierino di liquore), quelli che assumono alcol fuori pasto almeno una volta alla settimana e quelli che presentano con una ricorrenza almeno mensile un episodio di binge drinking. Oltre alle note conseguenze in fatto di incidenti stradali – l’alcol rappresenta la prima causa di morte tra i giovani per gli incidenti stradali –, è opportuno ricordare anche che l’OMS ha individuato circa 60 patologie correlabili all’alcol, non soltanto in termini di abuso, ma anche di semplice consumo, problematico e protratto, oppure occasionale ma non moderato. Associazione Alcolisti Anonimi L’associazione alcolisti anonimi Alcolisti Anonimi è una associazione di auto-aiuto dove si opera per smettere di bere, per avviarsi ad un cambiamento radicale del proprio stile di vita e conseguire un recupero spirituale. L’alcolista che ha smesso di bere mantiene e consolida la propria sobrietà aiutando un altro alcolista ad uscire da tale dipendenza donandogli la propria testimonianza e trasmettendogli la speranza che esiste una via di uscita. Il Gruppo è la struttura fondamentale di Alcolisti Anonimi, attraverso il quale si realizza il recupero, attuando il programma dei “DODICI PASSI”. Negli incontri settimanali i partecipanti si scambiano le loro esperienze commentando la letteratura dedicata e condividono le difficoltà personali vissute giornalmente. Non sono previsti compensi di sorta ne costi di qualsiasi genere per i partecipanti ai gruppi ed ogni offerta è spontanea e soprattutto anonima. L’Associazione è finanziariamente autonoma, vive delle proprie risorse e non accetta sovvenzioni. Punto fermo è l’anonimato che non è solo quello anagrafico; l’alcolista si impegna a non divulgare le storie personali, delle quali è venuto a conoscenza all’interno del gruppo. L’Anonimato riveste un altro più profondo significato: garantisce l’assoluta mancanza di influenza delle condizioni individuali (professione, posizione economica, sociale, credo politico, religioso ecc. ). L’Associazione non si impegna in alcuna controversia, non sostiene o si oppone ad alcuna causa e non assume posizioni critiche neppure contro i produttori o consumatori di alcolici. Una storia iniziata negli Stati UnitiL’Associazione Alcolisti Anonimi è nata nel 1935 negli Stati Uniti ed è oggi presente in 160 paesi diversi, con circa oltre 100 mila gruppi. In Italia approda agli inizi degli anni settanta, era il ’72, radicando rapidamente la propria presenza, tanto che attualmente annovera 500 gruppi distribuiti su tutto il territorio nazionale. In Emilia Romagna, a Bologna, è il 1978 l’anno di avvio ufficiale del primo gruppo di Alcolisti Anonimi. Solo due anni dopo, nel 1980, l’azione dell’Associazione si estende anche al capoluogo della provincia di Modena. Nella nostra regione operano 41 gruppi, presenti oramai in tutte le province. La presenza a Modena Modena può contare su una presenza capillare dell’Associazione, grazie a 13 gruppi, dislocati in tutte le aree geografiche: 4 a Modena 1 a Zocca 1 a Pavullo 1 a Prignano 1 a Sassuolo 1 a Vignola 1 a Mirandola 1 a Carpi 1 a Castelfranco e, infine, 1 a Spilamberto. Da anni sono attive positive collaborazioni con i punti di riferimento sanitario presenti sul territorio: Centri Alcologici dell’Ausl di Modena, Ospedali pubblici e privati, Medici di medicina generale, Centro Diurno “Colombarone” di Magreta di Formigine, Comunità; inoltre, soprattutto per l’individuazione delle sedi dei gruppi, in molti casi l’Associazione può contare sull’aiuto delle amministrazioni comunali e dalle parrocchie. Ai gruppi partecipano mediamente 250 –280 Alcolisti la settimana, con punte che, in alcuni periodi, superano anche le 300 unità. A fianco dei gruppi di Alcolisti Anonimi esiste un’altra importante e significativa realtà. Associazione AL-ANON che si prende cura del recupero dei famigliari ed amici degli Alcolisti. Infatti il dramma dell’alcol coinvolge non solo l’individuo dipendente ma anche la famiglia che vive assieme a lui. Infine merita sicuramente un cenno ALATEEN che è l’Associazione che riunisce i figli minorenni e svolge il proprio lavoro di recupero assieme ai componenti di AL-ANON.


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