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Negli ultimi giorni di scuola si inasprisce la protesta contro i tagli e la riforma Gelmini. Domani occupazione simbolica dell’ufficio scolastico provinciale da parte dei sindacati. E il comune di Modena chiede allo Stato di sanare i debiti.

Protesta simbolica, ma non per questo meno carica di significato, quella che domani porteranno avanti i sindacati modenesi, che alle 14.30 entreranno nell’ufficio scolastico provinciale per prenderne temporaneamente possesso. Un’occupazione pacifica e puramente formale, ma anche un grido disperato di Cisl e Cgil per lo stato di salute della scuola. Drammatici e gravissimi – dicono i sindacati – i tagli al comparto previsti dal governo centrale: la scure si abbatterà su risorse per il funzionamento e sul personale, rischiando di mettere la scuola in ginocchio, aggiungono. Ma i sindacati vanno anche oltre: “fare economia sulla pelle della scuola è una scelta miope, perché vuol dire non voler investire sui giovani, cioè sul futuro del paese”, scrivono in una nota. Preoccupato per la scuola lo è anche il consiglio comunale di Modena, che ha approvato, a maggioranza, una mozione che impegna sindaco e giunta a sollecitare il governo ad aumentare i finanziamenti per la scuola modenese. In particolare, si chiede allo Stato di sanare i debiti contratti e garantire organici consoni alle necessità e alle richieste delle famiglie. Molto critico, durante la discussione, il Pd, che ha attaccato le scelte di Roma, una riforma – ha detto il consigliere William Garagnani – basata sui tagli per risolvere il bilancio dello Stato. Pdl e Lega nord hanno invece contestato la presenza in aula degli insegnanti.


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