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15 cuccioli di capriolo, trovati in campagna, sono stati raccolti da passanti che li credevano abbandonati. In realtà in questo periodo è normale vedere i bambi soli: vanno lasciati stare. Anzi, meglio allontanarsi.

E’ una normale legge di natura: in questo periodo di riproduzione per i caprioli, le madri dopo il parto abbandonano anche per ore i cuccioli, controllandoli però a distanza e mantenendo il contatto con i piccoli attraverso precisi suoni. E’ il loro modo per far crescere e rendere indipendente la prole, ma i bambi in realtà non corrono alcun rischio. La precisazione arriva dal Centro fauna selvatica Il Pettirosso, che negli ultimi giorni ha ricevuto 15 nuovi piccoli ospiti, portati da cittadini che, in buona fede, vedendoli soli, li hanno creduti abbandonati. Ma non era così, non in questo periodo e soprattutto non nei prati di campagna o in montagna. Oltretutto, la detenzione di questi animali è vietata. Il comportamento più corretto, quando ci si imbatte in un piccolo daino o capriolo acquattato in un prato, è allontanarsi alla svelta, evitare di avvicinarsi per non alterarne l’odore rischiando, questa volta davvero, un abbandono da parte della madre. Se proprio si ha il dubbio che l’animale sia in difficoltà, meglio chiamare, da debita distanza, gli esperti, che sapranno valutare meglio la situazione, senza arrecare danni, anche involontari, al cucciolo. Ora i 15 bambi saranno allattati al Pettirosso con tecniche che ne permettano una nuova liberazione.


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