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Giornata di mobilitazione per il Partito Democratico a Modena sul tema della scuola: numerosi gli incontri fra politici e personale delle scuole in mattinata. Il bilancio della giornata è stato stilato dalla parlamentare Manuela Ghizzoni e dalla senatrice Mariangela Bastico. Giovedì i sindacati occupano il Provveditorato.

La scuola reclama ciò che serve. Niente di più, e soprattutto niente di meno. Organici funzionali, queste le parole chiave: non inferiori alle necessità minime del territorio, non ingessati. Non associati, cioè, alle indicazioni rigide e centrali provenienti dal ministero della pubblica istruzione. Flessibili, gestite col coordinamento di provincia e regione. Motivo particolare per un incontro nella sede del PD in via Scaglia, per sottolineare che il messaggio espresso dagli istituti elementari, medi e superiori di Modena e provincia avrà un canale d’uscita. Preferenziale, perché in coro con quelli di tutte le scuole d’Italia. La senatrice Mariangela Bastico e la deputata Manuela Ghizzoni hanno visitato istituti medi e superiori della provincia, per sottolienare due aspetti: la vicinanza col loro territorio d’origine e la volontà di portare il messaggio alle istituzioni. Giovedì i sindacati occupano il Provveditorato Un’assemblea provinciale per essere tutti d’accordo, severi, insieme, contro gli ulteriori tagli alla scuola previsti dal ministero Gelmini. La scuola modenese tenta di coalizzarsi sotto due sigle: Politeia, libero coordinamento di insegnanti delle scuole secondarie, e Gilda, la federazione autonoma di categoria. Tutti uniti sui problemi. Ancora al vaglio, invece, le soluzioni. Due i punti cardine: tetto massimo al numero di studenti per classe, definiti da leggi che si contraddicono tra loro; ma anche e soprattutto i sistemi di protesta e mobilitazione contro il bavaglio della circolare Limina, che imponeva agli insegnanti di non protestare contro la riforma a mezzo stampa, e contro i tagli stessi. Lo sciopero degli scrutini è la scelta più difficile: possibile solo se saranno in tanti a sottorsciverlo Diecimila le firme già raccolte. Per giovedì 3 giugno sono in programma occupazioni pacifiche. Il 7 e l’8 potrebbe effettivamente scattare lo sciopero degli scrutini. La decisione è attesa nelle prossime ore.


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