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Il futuro dei Centri territoriali permanenti, dove si insegna l’italiano agli stranieri, è a fortissimo rischio per la drastica riduzione degli insegnanti. La denuncia è degli stessi docenti secondo cui i tagli riguarderanno il 60% dei posti. Intanto la Cgil chiede le dimissioni del dirigente scolastico regionale. I particolari nel servizio.

Un avamposto fondamentale nella complessa battaglia per l’incontro e lo scambio culturale, per l’inserimento degli stranieri che arrivano, da adulti, a Modena, per lavorare e costruirsi una nuova vita. Sono i Centri territoriali permanenti della provincia, dove ogni anno, quasi 5mila studenti stranieri imparano l’italiano e arrivano addirittura a conseguire la licenza media. Una rete preziosa che collabora in modo attivo con i Centri di formazione professionale della Regione, l’Accademia militare, il carcere di Modena e il Cie che rischia di essere quasi azzerata. La denuncia, approvata all’unanimità, è degli stessi docenti dei Ctp modenesi secondo cui i tagli all’organico decisi per il prossimo anno scolastico “cancellano il lavoro svolto sinoro e disperdono competenze costruite faticosamente in 10 anni di attività”. Riduzione dell’organico di diritto, predisposta dall’Ufficio scolastico provinciale, che tocca il 60% dei posti. Si apre così un nuovo fronte nel braccio di ferro che il mondo della scuola sta conducendo con il Ministro Gelmini contro i tagli voluti dal Governo. Riduzione di offerta formativa, di ore e materie di insegnamento e di assistenza che fanno temere genitori, docenti e sindacati, come testimoniato anche nella manifestazione di ieri, per la qualità della scuola pubblica. Proteste eccessive, secondo il direttore dell’ufficio scolastico dell’Emilia Romagna, Marcello Limina, che in una circolare ai dirigenti provinciali li ha invitati a vigilare affinché il personale della scuola non parli con i giornalisti o distribuisca alle famiglie documenti critici. Una nota di una gravità inaudita secondo Mimmo Pantaleo, segretario generale di Flc-Cgil: “una lesione alla libertà di manifestazione del pensiero e un tentativo di mettere il bavaglio alle legittime proteste dei lavoratori della scuola”. Il leader sindacale definisce la comunicazione di Limina “inaccettabile e illegittima”, anche perché accompagnata dalla minaccia di sanzioni disciplinari. Ma Flc – Cgil non si limita alla denuncia e ha chiesto ufficialmente al Ministero “il ritiro immediato della circolare e le dimissioni del direttore dell’Ufficio scolastico regionale”. Il Pd "interroga" la Gelmini Sulla vicenda, le parlamentari modenesi del Pd, Manuela Ghizzoni e Mariangela Bastico, annunciano la presentazione di un’interrogazione urgente sia alla Camera sia al Senato. “Non è tollerabile che un funzionario dello Stato confonda la fedeltà alle istituzioni con la fedeltà alla linea politica del Governo – commentano le due in una nota congiunta C’è solo un precedente di questo tipo nella storia italiana e risale al fascismo, quando il regime modificò la formula di giuramento dei dipendenti pubblici e degli insegnanti”. Nell’interrogazione Bastico e Ghizzoni chiederanno anche al Ministro Gelmini di prendere al più presto le distanze da quello che definiscono “un inaudito attacco alla libertà di opinione dei docenti” e di chiarire se si tratta di un’iniziativa personale del direttore dell’Ufficio scolastico dell’Emilia Romagna o se la circolare risponda a un input politico del ministero.


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