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Può riprendere l’attività dell’Hesperia Hospital di Modena, dopo la chiusura per una settimana delle sale operatorie di cardiochirurgia. Per la commissione regionale i tre decessi di inizio maggio sono da considerarsi casi isolati e le condizioni di sicurezza adottate dalla clinica modenese sono ritenute adeguate.

Si è trattato di eventi isolati, le condizioni di sicurezza sono ritenute adeguate: dunque può riprendere l’attività assistenziale. Sono terminati i lavori del gruppo di verifica, istituito dalla Regione, sui tre decessi all’Hesperia Hospital di Modena, il centro cardiochirurgico privato accreditato dove, nei primi giorni di maggio, si erano verificati i decessi di tre persone che, dopo avere subito un intervento cardiochirurgico, avevano manifestato complicanze infettive. In via precauzionale l’ospedale aveva deciso di chiudere le sale operatorie di cardiologia per una settimana a partire dallo scorso sabato e oggi è arrivata la valutazione della commissione regionale che ha considerato “adeguate” le condizioni di sicurezza in cui viene erogata l’assistenza. Insomma la Regione rassicura: i tre casi di endocardite su valvola protesica non possono essere considerati un evento epidemico. Due dei tre pazienti – un uomo di 51 anni residente a Vicenza, una donna di 78 anni e un uomo di 83, questi modenesi – erano stati operati lo stesso giorno e nello stesso blocco operatorio, uno di seguito all’altro. Cosa che ha fatto ipotizzare l’esistenza di una fonte comune di infezione che avrebbe poi provocato il cosiddetto inquinamento del campo operatorio. Detto questo e dato il via libera all’attività assistenziale, la relazione della Regione verrà inviata alla Commissione cardiologica per verificare eventuali spazi di miglioramento, ad esempio un rapporto più stretto tra il personale interno e gli specialisti infettivologi esterni alla struttura. Terminato il lavoro della commissione regionale, continua invece l’inchiesta della magistratura, un atto dovuto dopo la segnalazione partita dall’Istituto di Medicina legale.


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