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Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il decreto che vara il federalismo demaniale, che stabilisce il trasferimento di parte dei beni dello Stato al sistema delle Autonomie locali, Regioni e Comuni in primis.

Beni trasferiti a Comuni e Regioni, senza costi, ma con l’impegno di valorizzarli e utilizzare i proventi per ridurre i debiti di bilancio, restituendo poi il 25% degli utili allo Stato. E’ il federalismo demaniale, varato ieri dal Consiglio dei Ministri. Una svolta che fa discutere e divide la politica, favorevoli Pdl e Italia dei valori, astenuto il Pd, contrari centristi e Verdi, ma soprattutto che darà modo al sistema delle autonomie locali di gestire un patrimonio di grande valore, anche se oggi spesso in precarie condizioni. Le Regioni avranno in carico il demanio idrico e marittimo, ad eccezione di fiumi e laghi più grandi, come Po e Garda, mentre parchi nazionali, giacimenti e siti di stoccaggio di gas naturale, come Rivara, resteranno di competenza dello Stato. I beni più appetibili per gli enti locali sono quelli del demanio civile e militare. Modena potrà così perfezionare il rapporto di collaborazione con il demanio iniziato con l’intesa su Novi Sad e Parco Ferrari. Le prime aree che entreranno a far parte del patrimonio comunale, probabilmente già prima della fine dell’anno, sono l’ex Mondariso di via Monte Kosica, dove ha ora sede il centro territoriale permanente di istruzione e insegnamento dell’italiano per gli stranieri; l’ex Darsena, sotto al cavalcavia Mazzoni, di fronte alla Polisportiva Villa d’Oro; una fascia di terreno in via Berengario in zona Stadio e un lotto in via Finzi, interessante in vista del 150esimo dell’Unità d’Italia, perché vi sorge la Cappella Ricci, la guardia ducale fucilata dopo essere stata accusata di aver aiutato Ciro Menotti. Ancora più importante per Modena il patrimonio del demanio militare: Aeronautica, Ottavo campale, ex deposito foraggi di via Santa Caterina, beni che potranno passare all’amministrazione solo quando le rispettive forze armate avranno separato le parti ancora in uso, da quelle dismesse. Servirà almeno un altro anno, ma il processo è iniziato, come quello relativo al Tirassegno. Un nuovo poligono di tiro sarà costruito al confine tra Modena e Castelfranco e il Ministero della Difesa utilizzerà i soldi ottenuti dalla valorizzazione urbanistica dell’area cittadina, per la preziosa manutenzione di Palazzo Ducale. “Così facendo – sottolinea l’assessore al patrimonio Fabio Poggi – il federalismo demaniale diventerà un’opportunità per la città”.


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