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Il villaggio artigiano diventa laboratorio sperimentale, e presenta la fabbrica creativa: il punto di partenza della massiccia riqualificazione che l’area è destinata a subire nei prossimi anni.

Più che una riqualificazione, una rinascita. Materiale e concettuale, come dimostrano gli arredi anomali della Iridefixed, fabbrica di biciclette a scatto fisso, capaci ovvero di pedalare avanti e indietro. Il villaggio artigiano, progetto visionario dell’immediato dopoguerra, storico fulcro produttivo della città, è pronto a cambiare volto: l’eliminazione del passaggio ferroviario e la ridefinizione urbanistica dell’area passano per la riforma delle attività produttive. La fabbrica creativa, vedi Iridefixed, conosce già i suoi primi esempi. Ieri sera l’incontro con Martin Reid, londinese dell’agenzia per lo sviluppo industriale. Che ha accolto il progetto con sincero interesse. Insomma l’atmosfera internazionale è già ampiamente percepibile. Il progetto si articolerà in varie fasi, e nasce da un’idea congiunta dell’amministrazione pubblica e dei privati. In mano a questi ultimi c’è lo spirito di iniziativa che porterà alla nascita di qualcosa di nuovo.


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