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Tre esercizi su quattro non emettono scontrino fiscale. Questo il dato rilevato dai controlli della Guardia di Finanza nella città di Modena al 30 aprile scorso. L’allarme-scontrini è stato oggetto oggi di un lungo vertice tra forze dell’ordine, associazioni degli esercenti e amministrazione comunale.

Una lunga riunione dai toni decisi, pur nei limiti del dialogo civile. Più che uno scontro, uno scontrino: quello che manca, stando ai controlli effettuati in Provincia dalla Guardia di Finanza, nel 58% degli esercizi commerciali, contro il 32% dell’anno scorso; addirittura il 74% in città. La crisi ha colpito, la liquidità è ferma, la gente di Modena si rifugia nei rapporti confidenziali: tra l’esercente e il cliente abituale, sulla ricevuta fiscale c’è un tacito accordo. Comune di Modena, associazioni di esercenti e consumatori e i vertici della Guardia di Finanza si sono riuniti oggi in Comune per porre rimedio a una situazione fuori controllo. L’invito è alla sensibilizzazione e ai comportamenti costruttivi. Pini e il comandante della guardia di Finanza Alberto Giordano dicono: a Modena la cultura della legalità c’è; ora bisogna farla riemergere. Anche in quegli ambienti in cui il sodalizio tra commerciante e cliente è più forte, come i negozi etnici.


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