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Cominciamo dall’economia perché oggi a Bruxelles è una giornata decisiva per salvare l’euro e impedire che si verifichino altri casi Grecia. Ma la riunione della Commissione Ue e dei ministri delle finanze si tiene in occasione di una storica ricorrenza: 60 anni fa la dichiarazione Schuman avviava di fatto il processo di unificazione europea.

9 maggio 2010, il giorno decisivo per l’economia europea con la Commissione Ue e i Ministri delle finanze riuniti in via straordinaria a Bruxelles per “blindare la zona euro contro l’instabilità”. Per trovare il modo di evitare altri casi Grecia e far sì che le nefaste previsioni dei giorni scorsi di Moody’s, che hanno gettato nel panico le borse mondiali, non si avverino. Una delle decisioni più delicate e difficili cui è stata chiamata l’Unione Europea da quando esiste. Una storia iniziata esattamente 60 anni fa. Era il 9 maggio 1950 quando il Ministro degli esteri francese Schuman aderì ufficialmente alla proposta di Jean Monnet di fondare la Comunità europea, dopo aver ottenuto il consenso della Germania di Adenauer, dell’Italia di De Gasperi e dei tre Paesi del Benelux. In occasione del 60esimo anniversario della Dichiarazione Schuman la sezione modenese del Movimento federalista europeo ha rivolto agli enti locali una proposta di ordine del giorno in cui si chiede al Governo italiano di attivarsi per superare l’attuale immobilismo, verso la costituzione di una vera e compiuta Federazione degli Stati europei. Secondo la Gioventù federalista europea, infatti, 60 anni di piccoli passi hanno portato ad un notevole livello di integrazione, ma le sfide del mondo odierno rendono necessario accelerare il processo, per evitare il declino dell’Europa.


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