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Rosario Priore, il giudice del caso Moro, è intervenuto oggi a Carpi al convegno dell’Anioc. Parlando del terrorismo degli anni di Piombo, il magistrato ha messo in guardia dai pericoli legati all’oggi.

“Condizioni simili a quelle in cui si trova oggi la Grecia potrebbero creare il terreno adatto a una ripresa del terrorismo”. A mettere in guardia dalle recrudescenze di un fenomeno mai del tutto estinto è stato il giudice Rosario Priore, che questa mattina a Carpi, è intervenuto al convegno organizzato dall’Anioc per la Giornata nazionale delle vittime del terrorismo. Per il pubblico dell’Auditorium S.Rocco, tra cui le massime autorità cittadine e provinciali, Priore ha tratteggiato una delle pagine più fosche della storia della Repubblica, soffermandosi sulle vicende di cui si è occupato in prima persona come magistrato. Dall’aereo di Ustica al caso di Emanuela Orlandi, fino all’attentato a Giovanni Paolo II e al rapimento di Aldo Moro. E se anche il modello del terrorismo anni Settanta sembra lontano anni luce, il giudice ha ammonito: “C’è sempre la possibilità che rinasca”. Priore si è poi soffermato a lungo sul delitto di Aldo Moro, svelando retroscena, lati oscuri, strane coincidenze su cui il processo, da lui portato avanti per più di dodici anni, ha potuto fare luce solo in parte.


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