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Dal 2008 al 2009 sono aumentati del 14% gli esposti al Tribunale del Malato, la casistica è tra le più ampie. E i volontari consigliano di non lasciare mai perdere.

Il caso di un paziente trasferito a sua insaputa in un reparto a pagamento, poi sollecitato a pagare il saldo del “comfort” alberghiero, oppure la struttura per anziani ritenuta inadeguata e visitata dai Nas: tra richieste di chiarimenti per presunti disservizi, diagnosi errate o negligenze più o meno dimostrate o, ancora, lamentele per il mancato rispetto della privacy, nel 2009 sono state 540 le segnalazioni arrivate sul tavolo del Tribunale per i diritti del Malato che ha sede al Policlinico di Modena, quasi la metà formalizzate con un aumento del 14% sul 2008. Le denunce non riguardano ovviamente solo gli ospedali modenesi, ma coinvolgono case di cura private, medici di famiglia, centri per anziani, laboratori e liberi professionisti. La maggior parte degli esposti ha preso di mira i reparti di chirurgia (l’11%), i pronto soccorsi e ortopedia (9%). Un 6% delle segnalazioni ha riguardato ginecologia e ostetricia e poi, a scendere, dermatologia, oculistica e odontoiatria. Una tirata d’orecchi anche alle compagnie assicuratrici: bene quella della Asl, riserve e insoddisfazione per chi assicura le altre strutture. L’alto numero delle segnalazioni pervenute non è indice di malasanità, per Michele Surano, coordinatore, è anzi la ‘riprova della positiva e radicata considerazione di cui gode il Tribunale del malato tra la popolazione’. Sempre Surano sottolinea come non ci siano solo lamentele, arrivano anche elogi per sottolineare la professionalità dei sanitari. Infine un consiglio: ‘Mai lasciare perdere’ i volontari del Tribunale del malato lavorano per fare in modo che i cittadini vengano rispettati e tutelati.


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