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Emozione e orgoglio per un impegno preso davanti alle amministrazioni locali di tutta Europa. Sono 13 i Comuni modenesi che a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo, hanno firmato il Patto dei sindaci… Una troupe di Trc-Telemodena era con loro.

1.660 amministratori locali, in rappresentanza di 120 milioni di cittadini europei, hanno preso precisi impegni per mettere in campo azioni concrete, capaci di migliorare la qualità della vita nostra, e delle generazioni future. La scommessa è quella di tagliare almeno il 20% di emissioni in atmosfera di gas nocivi entro il 2020. Significa mutare le nostre strategie in termini di mobilità urbana, costruzione degli edifici, uso del suolo, rafforzamento della produzione di energie rinnovabili. Il presidente di turno dell’Unione europea il primo ministro spagnolo Zapatero ha detto, guardando i sindaci seduti nell’emiciclo, “il nostro futuro è nelle vostre mani”. Zapatero ha ricordato che negli ultimi dieci anni la dipendenza energetica dei paesi dell’Unione europea è cresciuta del 9%, pari ad un valore di 67 miliardi di euro, quanto spendiamo in un anno per le politiche di sviluppo e ricerca. Risparmiare energia significa quindi anche più fondi per creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani. A Bruxelles erano presenti gli amministratori di 11 dei 13 Comuni modenesi che, con la firma del Patto dei sindaci, si sono impegnati a pianificare azioni concrete a sostegno dell’ambiente. A loro, come ai sindaci provenienti da tutta Europa, il presidente della Commissione europea Barroso ha voluto rendere omaggio: se la conferenza mondiale di Copenaghen è stata un fallimento diplomatico, i primi cittadini firmatari del “Convenant of mayors” impersonano oggi il vero spirito dell’Europa Unita. Oltre alla firma del patto, la delegazione modenese ha fatto tappa a Friburgo, la città tedesca che, negli ultimi venti anni, ha sperimentato soluzioni ambientali talmente avvenieristiche da ridurre drasticamente l’utilizzo dell’automobile privata e introdurre, dal 2011, l’obbligo di costruire solo “case passive”, abitazioni in cui si rende necessario accendere il riscaldamento domestico solo nei pochi giorni l’anno in cui la temperatura esterna scende sotto i meno dieci gradi.


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