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I T-Red, i temutissimi semafori che immortalano gli automobilisti che passano con il rosso, possono tornare in funzione. Lo ha stabilito ieri il Ministero dei trasporti.

Avviso agli automobilisti: i T – Red possono tornare in strada. In molti, nel gennaio del 2009, quando la Procura di Verona ne aveva disposto il sequestro preventivo, avevano tirato un sospiro di sollievo. E invece no. Ieri il Ministero della infrastrutture e dei trasporti, al termine di una lunga e scrupolosa verifica amministrativa, li ha riabilitati, confermando “la validità del decreto di approvazione”. Bollino blu che per i T – Red era arrivato nell’ottobre del 2005, ma era stato rimesso in discussione dall’inchiesta dei carabinieri di San Bonifacio, secondo cui l’omologazione era incompleta. Indagine che aveva coinvolto anche i comuni del modenese che li avevano installati, i cinque dell’Unione Terre di castelli, Castelnuovo, Castelvetro, Savignano, Spilamberto e Vignola, e Castelfranco. Dagli arresti domiciliari, l’inventore dei T – Red, Stefano Arrighetti, aveva sempre difeso la sua creatura tecnologica e ieri il Ministero dei trasporti gli ha dato ragione. Può così tirare un sospiro di sollievo anche il comandante della Polizia municipale dell’Unione Terre di castelli, Fabio Venturelli, coinvolto nell’inchiesta: “Ero tranquillo prima – ci dice al telefono – Lo sono ancora di più adesso: tutti i documenti in nostro possesso sono sempre stati in regola e non abbiamo mai pagato percentuali sulle multe, perché dopo un primo periodo in comodato, i comuni hanno deciso di acquistare direttamente le apparecchiature”. A scrivere la parola fine sulla vicenda dovrà comunque essere la Procura di Verona. “Poi – conclude Venturelli – toccherà agli amministratori decidere se reinstallare i T – Red”. Nel frattempo agli automobilisti conviene riabituarsi a non rischiare di passare con il rosso, anche se per fare chiarezza una volta per tutte e sgomberare il campo da ogni sospetto servirebbe una decisione inequivocabile sui tempi di durata del giallo. Prima poi, forse, arriverà anche questa.


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