in:

L’acqua divide il consiglio comunale di Modena e per la prima volta dall’inizio della legislatura, in modo evidente, la maggioranza di centrosinistra vota in modo spaccato.

Un buco nell’acqua oppure una doccia fredda per la maggioranza. Nulla di gravissimo, però, per la prima volta dall’inizio della legislatura, in modo evidente, la maggioranza di centrosinistra vota in modo spaccato. Motivo del contendere la “privatizzazione dell’acqua”, imposta dal Governo con il decreto Ronchi e contro cui è già in corso la raccolta di firme per due distinti referendum. In questo clima, ieri, in consiglio comunale sono stati presentati due distinti ordini del giorno, evidentemente sul tema anche chi la pensa allo stesso modo si divide, presentati da Eugenia Rossi dell’Italia dei valori e da Vittorio Ballestrazzi del Movimento 5 stelle. Entrambi chiedevano al consiglio modenese di riconoscere l’acqua come un diritto universale e, seppur con alcune differenze linguistiche, di vietarne la privatizzazione, cioè di considerarlo privo di rilevanza economica. Al momento del voto, il consigliere di Sinistra per Modena, Federico Ricci, l’unico della maggioranza non aderente al Pd, ha votato a favore e quattro consigliere del Pd si sono astenute. Ritirati invece altri due ordini del giorno sullo stesso tema, presentati da Pd e Sinistra per Modena, perché i consiglieri di maggioranza hanno chiesto di cercare un’intesa per modificare lo Statuto in modo condiviso. Ma non è stato così, anche se inevitabilmente la discussione dovrà riaprirsi, a meno che il Comune di Modena non intenda procedere nella privatizzazione imposta dal decreto Ronchi, contro cui il Pd si sta battendo a livello nazionale. Ricerca di intesa richiesta oggi da Federico Ricci al capogruppo dei democratici Paiolo Trande, per trovare il modo di evitare la privatizzazione dell’acqua, garantire la qualità del servizio idrico e la sua sostenibilità econo


Riproduzione riservata © 2017 TRC