in:

“Il rapporto con Unicredit rimane strategico e Modena non ha nulla da temere”. Nel convulso dibattito sulla vendita di azioni della banca da parte della Fondazione Cassa di Risparmio, il presidente Andrea Landi ha convocato il Consiglio di amministrazione e incontrato la stampa, per spiegare le ragioni dell’operazione e tranquillizzare i critici.

Anime del Pd contro, da una parte gli ex Margherita, Richetti e Sabattini, dall’altra il sindaco Pighi e il segretario provinciale Baruffi. Motivo del contendere la decisione della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena di diversificare il proprio portafoglio azionario. Ossia, di vendere una parte di azioni Unicredit. Operazione finanziaria che secondo i critici, ridurrebbe il peso specifico di Modena e di Bologna, insieme in Carimonte, nella banca. Tesi rigettata in toto dal presidente della Fondazione Andrea Landi che, oggi pomeriggio incontrando i giornalisti prima del Consiglio di amministrazione, ha ribadito che “il rapporto con Unicredit resta strategico”. Tra l’altro Landi ha anche sottolineato come, pur nel pieno dell’autonomia gestionale della banca, le ultime scelte compiute da Unicredit dimostrano l’attenzione per le famiglie e le imprese dell’Emilia Romagna. Tanto più che le Fondazioni di Modena e Bologna non scenderanno sotto il 3% di azioni Unicredit, restando così i terzi azionisti del gruppo bancario. All’origine della decisione di diversificare il patrimonio, ha chiarito Landi, la volontà di diversificare il patrimonio, dopo aver incrementato nell’ultimo anno e mezzo le azioni di Unicredit in portafoglio per aiutare la banca a fronteggiare la crisi, per ridurre i rischi e garantire un volume stabile di erogazioni a favore delle comunità di riferimento. 35 milioni l’importo previsto per il 2010.


Riproduzione riservata © 2017 TRC