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Un’operazione pensata per garantire stabilità patrimoniale anche per il futuro: a intervenire oggi sulle polemiche sorte attorno alla Fondazione cassa di risparmio di Modena è il sindaco Giorgio Pighi.

“La buona amministrazione deve prevalere. L’operazione fa passare il peso di Modena in Unicredit dal 3,17 al 3,10%, un calo certo non strategico, ma che garantirà stabilità patrimoniale non solo per il momento, ma anche per il futuro”. Il sindaco di Modena Giorgio Pighi interviene sulle polemiche sorte dopo che la Fondazione Cassa di risparmio di Modena ha deciso di vendere 100 milioni di azioni Unicredit, operazione – sottolinea Pighi – decisa all’unanimità dal consiglio di indirizzo della Fondazione stessa per differenziare il proprio patrimonio mobiliare nella convinzione che, così facendo, si potrà garantire anche quel ruolo fondamentale avuto negli ultimi anni di attività di erogazione per il territorio. Proprio su questo punto si erano appuntate, nei giorni scorsi, le critiche più accese di parte del mondo dell’economia e di rappresentanti degli enti locali che sostengono come l’operazione porterà Modena, proprio in un momento economico così difficile, a contare di meno in una delle banche nazionali più importanti a danno, quindi, delle imprese del territorio…A questo proposito poi il sindaco rivela di aver contattato anche i vertici nazionali dell’istituto di credito: nessuno di loro ha criticato l’operazione, anzi sono memori dello sforzo fatto dalla Fondazione di Modena non più tardi di un anno fa nel momento in cui era stata la banca a trovarsi in un momento di difficoltà. Sorride il sindaco e bolla come facente parte dell’”immaginario collettivo l’ipotesi di un asse Pighi-Landi per far cassa a favore di Comune e Università, due enti particolarmente penalizzati dai tagli delle risorse. Quanto alle critiche arrivate anche da esponenti del suo stesso partito, parla di normale dialettica, anzi di diverse “scuole di pensiero” che, forse, avrebbero comunque fatto meglio a esprimersi negli organi dirigenti opportuni.


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