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Il 22 aprile di sessantacinque anni fa Modena era libera dall’invasore tedesco. Oggi si è tenuta la tradizionale celebrazione, con la posa delle corone commemorative.

Il 25 aprile 1945 l’Italia veniva proclamata libera, ma Modena era stata più rapida: liberata dai partigiani, poco prima dell’arrivo dell’esercito americano, esattamente sessantacinque anni fa. L’anniversario della liberazione della città ha seguito il percorso delle lapidi che ricordano i caduti, a partire dal memoriale del cimitero San Cataldo. Dove il Sindaco Pighi ha voluto ricordare il suo predecessore Alfeo Corassori: “Diceva sempre – ha detto il Sindaco – che il 22 aprile, quando gli americani arrivarono in municipio, lui era già seduto al suo posto”. La strada della memoria passa per il muro del parco Novi Sad, dove tanti partigiani vennero allineati per l’esecuzione. Roberto Ricco, presidente della Circoscrizione 1 Centro Storico, ricorda il valore identitario cittadino e nazionale della Liberazione. Non più ragione di divisione tra fazioni politiche, ma di unità. Il percorso si conclude in Centro Storico: l’androne del Comune e la lapide ai piedi della Ghirlandina. Viene suonato il silenzio. I partigiani di allora ricordano le ore decisive: “Non si dica che in Accademia i partigiani hanno ucciso un solo soldato tedesco”, precisano, sottolineando il valore della memoria. In Via Università, nell’atrio della facoltà di giurisprudenza, la posa dell’ultima corona. Sessantacinque anni fa, Modena era libera. E il prossimo 10 Maggio comincerà la fase dibattimentale del processo per le stragi di Costrignano Monchio e Palagano del 18 marzo 1944, quando la brigata tedesca Goering uccise 140 modenesi. Ospite a Nautilus l’avvocato Andrea Speranzoni, responsabile della parte civile che include 90 famigliari delle vittime, la Provincia di Modena e l’Anpi nazionale.


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