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La mensa sarà garantita dall’Unione Terre di Castelli e nessuno toccherà il tempo pieno alle materne e alle elementari. Dopo giorni di polemiche, stamattina sindaci e sindacati hanno trovato un’intesa.

A lanciare l’allarme era stato venerdì scorso il Consiglio di circolo della direzione didattica di Vignola. In una lettera inviata a genitori, insegnanti, consiglieri e amministratori si evidenziava come i 538mila euro tagliati nel bilancio 2010 dell’Unione Terre di castelli al servizio mensa, rischiavano di mettere in discussione il tempo pieno alle materne e alle elementari. Non solo, senza il tempo pieno avrebbero perso il posto di lavoro più di 50 maestre e 45 addette al servizio pasti. Numeri da allarme rosso, con hanno subito innescato un vivace confronto politico con Luca Ghelfi, consigliere provinciale del Pdl che si chiedeva se non ci fossero altre voci nel bilancio da tagliare e il suo omologo, Luca Gozzoli, coordinatore del Pd per l’Unione Terre di Castelli che si affrettava a precisare che “il tempo pieno non era in discussione”. Anche perché se ciò fosse accaduto proprio a Spilamberto, il comune dove l’attuale modello didattico è stato sperimentato per la prima volta in Italia all’inizio degli anni ’70, sarebbe stato clamoroso. Ma al di là della volontà politica, il problema era ancora aperto. Così stamattina c’è stato un acceso faccia a faccia tra sindacati, Cgil e Cisl, e tre sindaci dei comuni interessati, Francesco Lamandini, Daria Denti ed Emilia Muratori. L’intesa è stata sancita da un comunicato stampa congiunto in cui le parti, dopo aver convenuto sulla responsabilità del Governo per i tagli agli enti locali e alla scuola, hanno concordato che l’Unione Terre di Castelli garantirà la mensa anche nel prossimo anno scolastico, accollandosi i costi dell’intero servizio, mentre le scuole avranno l’intera responsabilità della sicurezza e della pulizia. Adesso la palla torna alla giunta dell’Unione chiamata a predisporre un’urgente variazione di bilancio, perché entro maggio i dirigenti scolastici devono concordare gli organici con l’Ufficio scolastico provinciale. E senza copertura della spesa, la buona volontà non basta.


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