in:

Circa 300 le donne che dal 2006 ad oggi hanno fatto ricorso all’aborto farmacologico con la pillola Ru 486. E la regione con una lettera dell’assessore alla sanità Bissoni conferma che non è necessario il ricovero ospedaliero.

Dopo le polemiche nazionali sull’uso della pillola abortiva Ru486, l’Emilia Romagna ha ribadito la propria posizine, rivendicando la possibilità di somministrare il farmaco in day hospital, lasciando alla donna e al medico curante la possibilità di scegliere il ricovero ordinario. In regione è dal 2006 che l’aborto medico viene praticato nelle strutture autorizzate in regime di Day Hospital e “la pratica, dati alla mano – come spiega in una lettera l’uscente assessore alla sanità Giovanni Bissoni- ha dimostrato di garantire appieno la salute della donna”. Il dato non è ancora ufficiale ma nel corso del 2009 sono state 110 le donne che nelle strutture ospedaliere della provincia di Modena hanno preferito fare ricorso all’aborto medico, anziché all’aborto chirurgico. Erano state 90 nel 2008 su un totale di 1843 interuzioni di gravidanza, a fronte di 7201 bambini nati nello stesso anno. 102 le donne, invece, che hanno fatto ricorso alla pillola abortiva nel 2007 contro 1837 interruzioni volontarie di gravidanza. In provincia di Modena l’aborto medico viene praticato al Policlinico e all’ospedale di Carpi.


Riproduzione riservata © 2016 TRC