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Nessun volo nel nord Italia almeno fino a domani alle 8. Crescono i disagi per la nube di cenere conseguente all’eruzione vulcanica in Islanda. Oggi al Marconi cancellati 171 voli, un danno da 150mila euro al giorno. Anche a Modena slittano alcuni appuntamenti.

E’ durata poco la riapertura dei cieli italiani dopo lo stop causato dalla nube di cenere proveniente dall’Islanda. L’attività degli aeroporti è ripresa alle 7 di questa mattina, ma due ore dopo è stata nuovamente bloccata. L’Enac ha fatto sapere che non sarà possibile volare almeno fino alle 8 di domani, e c’è il rischio che gli aeroporti restino chiusi in realtà anche tutta la giornata del 20 aprile. ‘Serve sicurezza’, fa sapere l’ente, specificando, attraverso una nota che il nuovo stop ai voli nel Nord è stato assunto in base alle norme internazionali vigenti per la sicurezza del trasporto. Chiuso dunque anche l’aeroporto Marconi di Bologna, cancellati oggi 171 voli, 540 da inizio emergenza, 40mila persone rimaste a terra, un danno per il Marconi che già arriva a 600mila euro: nelle due ore di riapertura erano decollati 4 aerei e 4 sono atterrati. Un volo già pronto alla partenza è stato annullato poco prima del decollo, i passeggeri fatti scendere. Il Marconi continua ad essere affollato, la società consiglia a chi deve partire di visitare il sito dell’aeroporto oppure di contattare la propria compagnia aerea per informazioni su voli e operatività dello scalo. Vista la situazione, i sindacati hanno sospeso lo sciopero nazionale dei treni e dei bus previsto per venerdì prossimo. E anche a Modena la situazione sta facendo saltare qualche appuntamento: annullato l’incontro con l’artista serba Milica Tomica, previsto oggi, e domani al concerto inaugurale di Altro suono festival, in programma al teatro comunale, non riusciranno ad esserci tutti i musicisti del gruppo Niyaz. Lo spettacolo si terrà comunque ma con alcune variazioni. E rinviato l’incontro alla Camera di commercio con aziende del settore agroalimentare dell’est Europa.Cenere già su ModenaLa cenere, ben poca ancora, è già arrivata anche su Modena, anche se non è possibile vederla a occhio nudo. Non vi è ovviamente nessun rischio per la salute, assicura Luca Lombroso dell’osservatorio geofisico dell’Università, che ricorda come il vulcano in alcuni giorni ha espulso 200mila tonnellate di gas e polveri, mentre l’Italia ogni giorno produce 1 milione e mezzo di tonnellate di gas serra. Ma la nube c’è, crea vari disagi e ancora non è possibile sapere per quanto tempo. “Non ci sono venti ora che possano allontanarla – spiega Lombroso – si sta normalmente diluendo, ma tutto dipende dalla durata dell’eruzione”. E cosa farà il vulcano è anche determinante per capire se potranno esserci effetti sul clima: potrebbe, infatti, provocare un leggerissimo raffreddamento, ma assolutamente temporaneo e non grado di incidere sul riscaldamento del pianeta, avverte Lombroso. E l’esperto sottolinea come, ancora una volta, la potenza di madre natura abbia mostrato la fragilità del nostro sistema di vita quotidiano.


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