in:

13 voli già cancellati anche all’aeroporto Marconi di Bologna. La nube di cenere, causata dall’eruzione di un vulcano in Islanda, sta paralizzando il traffico aereo in tutto il nord Europa.

In Islanda l’immagine è da fine del mondo. La popolazione barracata in casa, con indosso maschere antigas. Nel caso la nube di cenere prodotta dall’eruzione del vulcano Fimmvorduhals, inattivo da più di duecento anni, sia tossica. Eppoi inondazioni su tutta la costa suda, che non hanno fatto vittime solo perché la protezione civile ha trasferito per tempo 800 persone in luoghi più sicuri. In tutto il resto del nord Europa, invece, ad essere completamente bloccato è il traffico aereo in quanto le ceneri vulcaniche causano scarsa visibilità e possono danneggiare i motori. Spazio aereo chiuso in Irlanda, Danimarca e in Inghilterra, compreso Heatrow a Londra, lo scalo più frequentato del mondo. Fermi anche gli scali di Oslo, Stoccolma, Amsterdam e Bruxelles. E gli effetti della gigantesca nuvola di cenere prodotta dall’eruzione del vulcano sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull, si sono fatti sentire anche in Italia. 13 i voli cancellati nel pomeriggio all’aeroporto Marconi di Bologna, 8 in partenza e 5 in arrivo. Fino a Francoforte e Parigi si vola, più a nord, no. Tutti a terra, in attesa di capire cosa combineranno i venti. Sino a domani i cieli del nord Europa saranno off limits, ma negli aeroporti si vive alla giornata scrutando i movimenti della nube che per ora punta a est, con il paradosso dell’aeroporto Keflavik nel nordovest dell’Islanda, aperto e senza disagi per i passeggeri. Agli altri non resta che aspettare e tenere monitorato il sito della Nats, l’autorità che controlla il traffico aereo del Regno Unito e quello dell’aeroporto Marconi. E prima di mettersi in viaggio è anche conveniente contattare la propria compagnia aerea.


Riproduzione riservata © 2016 TRC