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Di nuovo inquinato con idrocarburi il canale Minutara. E’ caccia ai responsabili. Il Comune ha annunciato che procederà in senso penale, mentre il dirigente del centro fauna selvatica Il Pettirosso si dice pronto a mettere una taglia. In provincia di Avellino, invece, è stato sequestrato uno stabilimento del gruppo Cremonini.

A nemmeno un mese di distanza, un nuovo scarico abusivo ha inquinato il canale Minutara, nei pressi del centro fauna selvatica Il Pettirosso, zona Torrazzi. Questa volta – spiega Piero Milani, responsabile del centro – la pellicola di idrocarburi è più spessa, segno che il quantitativo di oli industriali sversato è maggiore. La patina oleosa ha già raggiunto il canale Fossamonda. Tecnici di Hera, Arpa e uomini del corpo forestale hanno aperto immediatamente i pozzetti, è stato subito posato materiale assorbente per rallentare la corsa della sostanza, la parte più consistente dello scarico verrà rimossa e aspirata con un’autobotte, ma sugli argini resteranno dei residui. Impossibile anche questa volta quantificare il danno: pesci e anfibi erano spariti dopo il primo scarico abusivo, più di 3mila litri di idrocarburi che avevano azzerato tutta la fauna del canale. Proprio in questi giorni erano stati liberati i germani salvati e ripuliti a fine febbraio, una ventina di volatili che fa parte di una colonia più consistente. Piero Milani è davvero arrabbiato: “Non è possibile giustificare in alcun modo questa mancanza di senso civico, si tratta di un comportamento incivile”. Il responsabile del Pettirosso pensa agli animali, pensa ai 400 bambini già in lista di attesa per visitare il centro e l’area naturalistica: “L’acqua era tornata limpida e in poco tempo sarebbero tornati i pesci, già si sentivano gracidare le raganelle”. Per Milani è ora di fare sul serio, bisogna trovare al più presto i responsabili di questo scempio: “Sono disposto a rinunciare a metà del mio stipendio – ha concluso sconsolato – pur di scoprire chi è stato”. SEQUESTRATO STABILIMENTO DEL GRUPPO CREMONINI Lo stabilimento della ‘Real beef’, azienda di produzione e distribuzione della carne del gruppo Cremonini di Modena a Flumeri in provincia di Avellino, è stato sequestrato questa mattina dai carabinieri su disposizione del Gip del Tribunale di Ariano Irpino. L’accusa è di inquinamento ambientale legato alle operazioni di macellazione, che non sarebbero avvenute secondo i criteri previsti dalle leggi in materia. Le indagini sono scattate in seguito alle denunce dei residenti e dopo numerosi casi di malore dovuti ai fumi provenienti dallo stabilimento. Per riprendere la produzione la ‘Real beef’ dovrà ora dotarsi di un impianto di depurazione a norma.


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