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Oggi monsignor Antonio Lanfranchi, il nuovo vescovo, era già al lavoro. Ha accettato di incontrare la nostra troupe per un primo saluto ai modenesi.

“L’inizio è come uno squillo di tromba, è davvero uno stato di grazia”: è un monsignor Lanfranchi sorridente e felice del calore che i modenesi gli hanno trasmesso quello che, stamattina, era già al lavoro nella sede dell’Arcivescovado. La figura del nuovo vescovo sta suscitando tanta curiosità: la sua semplicità ha già catturato. E’ figlio delle montagne emiliane, proviene da una famiglia umile, i suoi fratelli e la madre ieri erano in Duomo con lui. Conosce le difficoltà e questo crea molte aspettative soprattutto in un momento in cui la crisi economica grava sulle famiglie modenesi. La montagna – conferma – lascia una sorta di imprinting e fa guardare con lucidità a certi stili di vita forse troppo sopra alle righe. Monsignor Lanfranchi, ieri, prima ancora di incontrare le autorità, ha voluto parlare con i giovani. I ragazzi – ci ha detto – non sono solo il nostro presente, ma anche il nostro futuro. E non sbagliamoci: non sono loro ad essere in crisi, è semmai l’intera società che lo è e loro non ne sono che uno specchio.


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