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Modena dice sì all’istituzione del testamento biologico. Il consiglio comunale ha approvato ieri la delibera di iniziativa popolare che dà il via al Registro comunale delle dichiarazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari.

Modena dice sì all’istituzione del testamento biologico. Il consiglio comunale ha approvato ieri la delibera di iniziativa popolare che dà il via al Registro comunale delle dichiarazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari. Si sono espressi a favore il Pd, Sinistra per Modena, Idv e Modena a 5 stelle, contrari il Pdl e l’Udc, astenuta la Lega Nord. I residenti potranno chiedere l’iscrizione al registro, che avverrà sulla base di una firma autenticata allegata ad una dichiarazione in busta chiusa che raccoglie le intenzioni sul trattamento di fine vita. Il regolamento prevede, inoltre, che l’interessato possa nominare uno o più fiduciari con lo specifico compito di controllare, al verificarsi delle condizioni, il rispetto delle volontà espresse. Il dichiarante può richiedere la modifica o la revoca delle dichiarazioni rilasciate e ogni due anni riceverà un’informativa periodica. Approvato ieri anche l’ordine del giorno presentato dal Pd sull’istituzione del registro del “rispetto della salute e dell’autodeterminazione degli individui”. Respinta, invece, la mozione del Pdl che chiedeva il rinvio della discussione sul tema in attesa di una normativa nazionale in merito. Il testo del disegno di legge Calabrò dovrebbe, infatti, approdare in Senato il prossimo 18 marzo. Secondo la consigliera del Pdl Luigia Santoro, che ha presentato la mozione del gruppo, “è meglio affidarsi a un medico piuttosto che ad un fiduciario”. Parla di deriva “pro-eutanasia” Andrea Leoni del Pdl. Soddisfazione è stata espressa dal comitato Articolo 32, promotore dell’iniziativa, la cui portavoce Maria Laura Cattinari sottolinea il valore democratico dell’approvazione sia per il contenuto della delibera che per il fatto che fosse di iniziativa popolare. Un parere positivo arriva dal presidente provinciale dell’Arci Greta Barbolini che sottolinea come “Modena abbia dimostrato ancora una volta la sua vocazione di città dove la società civile si impegna per ciò in cui crede e ritiene giusto”. Apprezzamento anche da parte della Federazione della Sinistra di Modena


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