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A 700 chilometri da Santiago si trova Capitan Pastene, una piccola comunità di modenesi emigrati all’inizio del ‘900. Fortunatamente lì il terremoto non ha causatoi vittime.

Capitan Pastene, 780 chilometri a sud di Santiago, è stata colpita dal violento terremoto di sabato scorso che ha sconvolto il Cile. I danni nella cittadina, meta dei primi emigrati modenesi di inizio secolo, non sono per fortuna stati tanti, tranne per qualche edificio e per la chiesa di San Filippo Neri. Il problema più grande dopo il sisma è stato l’isolamento, la mancanza di energia elettrica e il black out delle comunicazioni, ma non ci sono state vittime. I vigili hanno lavorato incessantemente perché la situazione non degenerasse. Al momento del terremoto a Capitan Pastene si trovava anche una delegazione modenese con l’assessore Antonio Parenti per incontrare i nostri connazionali. Era il 1904 quando le prime famiglie emigrate da Modena affrontavano il viaggio verso il nuovo continente. Il treno, poi la nave e settimane e settimane di traversata per arrivare in Sudamerica. A Capitan Pastene, in Cile, vivono circa 2mila italiani su un totale di 2500 abitanti, una Little Italy all’emiliana con persone perlopiù provenienti dal modenese: Pavullo, Maranello e Vignola. Il paese prende il nome dall’ammiraglio genevose Gimbattista Pastene, che nel 16esimo secolo aveva solcato il Pacifico. Le principali attività del luogo sono ispirate alla conservazione delle tradizioni culinarie italiane e qualcuno che c’è stato racconta di sentire parlare in dialetto e di vedere in giro alcune vecchie macchine targate Modena.


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