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Un protocollo fra la camera di commercio di Modena e quelle di Reggio Emilia, Crotone e Caltanissetta, a sostegno degli imprenditori che decidono di denunciare la mafia. Ad annunciarlo ieri sera il presidente Torreggiani nel corso di un incontro per parlare di camorra.

Sarà firmato il primo marzo il protocollo deciso in collaborazione fra quattro camere di commercio, due emiliane e due del sud Italia, che ha come obiettivo mettere a disposizione ulteriori strumenti nella lotta alla mafia. Ad annunciarlo, ieri sera, il presidente della camera di commercio di Modena, Maurizio Torreggiani, nel corso di un incontro per parlare di camorra, che ha visto tra i relatori la giornalista Rosaria Capacchione de Il Mattino di Napoli e il procuratore aggiunto di Modena, Lucia Musti. Il protocollo, che oltre a Modena vede l’adesione di Reggio Emilia, Caltanissetta e Crotone, prevede scambi di informazioni ma anche l’istituzione di un fondo a favore degli imprenditori che decidono di denunciare fenomeni mafiosi. Progetto importante, tanto che alla firma saranno presenti il presidente di Unioncamere e un assessore siciliano. Perché anche a Modena, parola di procuratore aggiunto, la lotta alla mafia non è che all’inizio. E ieri sera a Modena la giornalista Rosaria Capacchione ha parlato di camorra: lei la conosce bene, da anni vive sotto scorta a causa delle minacce ricevute dai casalesi, perché nel suo lavoro ha sempre cercato di combattere il fenomeno. E ha spiegato che da sempre la camorra è stata sostenuta dalla politica e così è ancora. E c’è anche un altro problema: “la mafia non ha confini, le regioni li hanno, ma la malavita organizzata fa affari e gli affari si fanno ovunque. A Modena c’è la camorra perchè ci sono i soldi. E ricordiamo bene che la camorra va dove è ben accetta e non dove non è voluta”, ha raccontato.


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