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Reperti di età etrusca, una strada romana e una necropoli medievale di grande interesse. Questi sono solo alcuni dei ritrovamenti rinvenuti durante gli scavi per la realizzazione del parcheggio interrato al Novi Sad. Oggi il soprintendente regionale Malnati ha illustrato i reperti ai consiglieri comunali.

Da lunedì la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna inizierà la valutazione per definire metodi e tempi di rimozione dei ritrovamenti archeologici dal cantiere del Novi Sad, dove sorgerà un parcheggio interrato. Un tratto di strada romana realizzata in pietre, ai lati della quale sono disposti due edifici, alcune sepolture e due stele funerarie di pietra, ma anche un pozzo ed una cisterna. Queste sono solo alcune delle importanti scoperte, rinvenute da un’equipe di 30 archeologi ed illustrate questa mattina dal soprintendente regionale Luigi Malnati ai consiglieri comunali di Modena. Nell’intera area si trovano reperti che corrispondono a tre epoche differenti: la novità è rappresentata da segni che attestano la presenza etrusca in città tra il quinto ed il settimo secolo avanti Cristo. Per l’area del Novi Sad l’idea del Comune di Modena e della Soprintendenza è quella di un museo a cielo aperto che esponga e ricostruisca parzialmente alcune strutture antiche, mentre i reperti mobili potranno essere valorizzati con mostre temporanee o trovare spazio all’interno del Museo Civico Archeologico cittadino. Il 24 febbraio si terrà una conferenza pubblica per coinvolgere la cittadinanza.


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