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Scade tra due giorni il termine entro cui le scuole devono approvare il bilancio annuale, ma l’azzeramento dei crediti vantati con lo Stato rende difficilissimo far quadrare i conti. Il Pd scende in campo al fianco di genitori.

Soldi per la scuola non ce ne sono, questo appare chiaro da tempo, ma almeno il Ministero dell’istruzione restituisca agli istituti modenesi, quanto gli spetta. 19 milioni di euro di crediti accumulati dal 2002 ad oggi, per pagare supplenti, esami di stato, funzionamento didattico e amministrativo, pulizie. Più di un miliardo, il debito complessivo dello Stato con le scuole italiane. Soldi azzerati con un colpo di spugna, l’ormai celebre nota 9537 del Miur che stabilisce come i dirigenti scolastici nel predisporre i bilanci annuali, hanno tempo sino a domenica, non debbano tenere conto di quelle risorse. Se non cambierà nulla, il bilancio di molte scuole sarà in rosso. Una situazione delicata, su cui il ministro Gelmini sembra pronta a fare retromarcia, anche perché nei giorni scorsi il coordinamento dei genitori ha ribadito che i contributi volontari non devono essere usati dai dirigenti scolastici per chiudere i bilanci. Posizione condivisa dal Pd, che l’11 marzo promuoverà nelle piazze italiane una giornata di mobilitazione per la scuola pubblica.


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