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Protesta pacifica, questo pomeriggio, davanti al Cie di Modena, a causa del trasferimento di Joey, una donna nigeriana coinvolta, la scorsa estate, nei disordini del centro di identificazione di Milano. Aveva accusato un poliziotto di stupro.

Una ventina di giovani giunti dal Nord Italia hanno manifestato oggi davanti al Centro di identificazione e di espulsione di Modena, a seguito del trasferimento di una nigeriana di 28 anni dal carcere di Como, dove la donna ha scontato sei mesi di reclusione per la rivolta al Cie di Milano dello scorso agosto. Oggi la scarcerazione e in quanto clandestina il trasferimento al Cie di Modena. La notizia ha fatto in fretta il giro del werb e in poche ore è stata organizzata una protesta a Como, a Milano e a Modena. Al processo per i disordini avvenuti nel Cie di via Corelli a Milano – la rivolta era scattata contro la legge sui clandestini e aveva portato all’arresto di 14 immigrati – la donna africana aveva accusato uno degli ispettori responsabili per la sicurezza della struttura di tentata violenza. In seguito l’imputata venne condannata, ma giovani di associazioni antirazziste – gruppi della cosiddetta area antagonista per le forze dell’ordine – hanno continuato a seguire da vicino le sorti della donna e di altri immigrati. Nel pomeriggio, nei pressi del Cie di Modena poliziotti e carabinieri hanno controllato che la protesta non degenerasse. In realtà si è trattato di un sit-in pacifico animato solo da slogan, musica e cartelli.


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