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A Sassuolo si riapre il dibattito sulla moschea. L’associazione islamica di via Cavour, dopo aver sanato gli abusi edilizi, è, infatti, tornata nei locali della sede chiusa dal Comune lo scorso anno.

Martedì sera per l’ultima preghiera del giorno, i musulmani dell’associazione islamica di via Cavour a Sassuolo sono tornati a pregare nella sede dell’omonima via, chiusa mesi fa dall’amministrazione comunale. Dopo aver sanato l’abuso edilizio dei locali, relativo ad irregolarità nel sottopalco e nei servizi, ora i fedeli hanno fatto ritorno nello stabile adibito a moschea. “Ci è pervenuta la comunicazione relativa al completamento dei lavori – hanno affermato il vicesindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani ed il sindaco Luca Caselli – stiamo valutando la cosa, ma la legge prevede che per il momento l’associazione possa usufruire dell’immobile”. Riparte così il braccio di ferro: da un lato il Comune di Sassuolo che ha proposto un luogo lontano dal centro, a Ponte Fossa in una zona vicina al confine con Magreta, e dall’altro gli islamici di via Cavour che si dichiarano disposti al dialogo, ma propongono di avere la sede nel quartiere Parco. Gli amministratori si dicono, inoltre determinati ad intervenire “utilizzando tutte le azioni necessarie e democratiche per arrivare alla chiusura definitiva del centro”, promessa fatta in campagna elettorale ai cittadini sassolesi. Modalità e tempistica sono tutte da vedere, ma non si esclude un referendum comunale consultivo. Intanto il Partito Democratico ha presentato un’ interrogazione in consiglio comunale per avere maggiori informazioni sulla riapertura della struttura di via Cavour e per capire anche quale sia la posizione dell’amministrazione rispetto all’altra associazione islamica sassolese, El Huda, per la proroga della concessione di suolo pubblico in via Regina Pacis.


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