in:

A preoccupare i genitori sono anche i conti degli istituti scolastici, in condizioni sempre più critiche. Il rischio è che, paradossalmente, il credito dello Stato di 19 milioni di euro possa essere colmato dai contributi volontari.

Lo Stato non può abbandonare la scuola. E’ questo l’appello lanciato dal Coordinamento provinciale dei comitati dei genitori, sul piede di guerra per la situazione disastrosa dei conti degli istituti modenesi. In particolare in questi giorni l’attenzione viene focalizzata sulla chiusura e l’approvazione dei bilanci. Secondo la legge 40 del 2007 relativa all’autonomia scolastica, i contributi volontari dei genitori possono essere spesi per l’offerta formativa, come ad esempio il materiale per laboratori, o per l’edilizia scolastica, ma non per colmare lacune relative al pagamento degli stipendi dei supplenti o per le pulizie. Viene chiesto, quindi di vincolare le somme versate, soprattutto alla luce di una circolare dello scorso dicembre che inviterebbe i dirigenti a metterle in un capitolo di spesa apposito, in modo da permettere allo Stato di disporre come crede di quei contributi. E quindi anche, paradossalmente, di colmare, con i soldi versati volontariamente dai genitori, il credito che tutte le scuole di Modena e provincia vantano nei confronti dello Stato: 19 milioni di euro. In Provincia di Modena si parla di almeno 80 mila famiglie che versano, per quanto riguarda le scuole superiori, dagli 80 ai 140 euro annui. Una cifra complessiva superiore ai 2milioni di euro. La situazione poi si aggrava con gli ulteriori tagli previsti dalla riforma Gelmini, che allontana sempre più la possibilità di un risarcimento delle scuole modenesi.


Riproduzione riservata © 2016 TRC