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Sono state 52 le coppie di Modena e 14 quelle di Carpi, che hanno cancellato il loro matrimonio nel 2009 rivolgendosi al tribunale ecclesiastico regionale. E’ quanto emerge dalla relazione di inizio anno del tribunale ecclesiastico regionale.

Tempi lunghi e percorsi sempre più complessi, a causa della litigiosità delle parti e della difficoltà di presenza dei testimoni. Mentre continua la tendenza alla diminuzione delle cause presentate, insieme alla lentezza del loro ingresso. Sono questi i principali dati sull’attività del 2009 del Tribunale Ecclesiastico Regionale Emiliano, che ha sede a Modena e tratta unicamente le cause di nullità del matrimonio nel primo grado di giudizio per il territorio delle diocesi di Modena-Nonantola e Carpi, ma anche per quelle di Reggio Emilia, Parma, Fidenza e Piacenza. Presentati oggi, nel giorno di apertura dell’anno giudiziario, i dati significativi e più ricorrenti dei capi di nullità riguardano le simulazioni parziali per esclusione del bene della prole e dell’indissolubilità del vincolo matrimoniale, ma anche l’incapacità ad assumere gli obblighi essenziali del matrimonio, confermando una tendenza ormai ricorrente nel foro di prima istanza. Come novità rispetto agli anni scorsi, invece, si registrano due cause definite affermative per dolo e tre per errore: la prima motivazione riguarda l’aver celato al coniuge qualcosa che poteva turbare gravemente la vita coniugale, la seconda riguarda un duplice oggetto di errore: l’identità della persona o le sue qualità. Dati che hanno indotto Mons. Vittorino Tazzioli, vicario giudiziale del tribunale ecclesiastico, a sottolineare come siano da ripensare la preparazione e la formazione al Sacramento del matrimonio, come via per ottenere legami più saldi.


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