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I collaboratori del professor Massimo Federico chiedono che si trovi una soluzione nel “braccio di ferro” che divide l’oncologo e l’azienda sanitaria.

Un appello affinchè le ragioni della disponibilità al dialogo e quelle del bene dei pazienti possano prevalere sulle reciproche chiusure e sulla incomunicabilità. E’ quello che oggi lanciano i collaboratori del professor Massimo Federico, l’oncologo che, da due giorni ormai, sta portando avanti lo sciopero della fame per protesta contro la decisione di non confermare il contratto a cinque suoi collaboratori, nonostante le promesse che in settembre gli erano state fatte. Ieri, il rettore e il preside della Facoltà di medicina avevano ribadito che la mancanza di fondi, purtroppo, riguarda tutti i comparti, non solo quello del professor Federico. Oggi, i collaboratori dell’oncologo, sottolineano i risultati ottenuti nel lavoro di questi anni; le ricadute negative che l’attuale “braccio di ferro” sta creando nel reparto, tra i lavoratori e tra i pazienti; e naturalmente le preoccupazioni per la salute del professor Federico.


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