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Un gesto plateale da parte del professor Massimo Federico, che ha iniziato oggi lo sciopero della fame. Chiesta la firma dell’integrativo per il contratto di alcuni suoi collaboratori e il risarcimento di un finanziamento di 10 anni fa.

Il professor Massimo Federico ha iniziato questa mattina lo sciopero della fame per protestare contro l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena. Le motivazioni sono diverse, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, secondo il presidente dell’Associazione Angela Serra e docente di oncologia medica seconda, è il mancato accordo per un integrativo che coinvolge cinque suoi collaboratori. La notizia è arrivata al gruppo di lavoro solo pochi giorni fa con una lettera in cui si dice che il personale non sarebbe abilitato a svolgere alcune mansioni. Secondo Federico si tratta di un dietro front rispetto a promesse che erano state fatte a settembre e si dice intenzionato ad andare avanti nella protesta fino a che le cose non cambieranno. Una strada estrema quella scelta dal professore che questa mattina ha incontrato i giornalisti di fronte all’ufficio del direttore sanitario dell’Usl Stefano Cencetti. A sostegno della sua tesi, il professor Federico rivanga, inoltre, non tanto lontane polemiche relative al finanziamento da parte della Ferrari di 50 milioni di lire per il Centro Oncologico Modenese, secondo lui utilizzati per altri progetti.


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