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Ormai archiviata anche l’abbondante nevicata di ieri, senza troppi problemi. Il temuto ghiaccio oggi ha creato più disagi ai pedoni che alle auto. L’unica vera vittima resta la corrida di San Geminiano.

A parte un piccolo incidente questa mattina in A22, il ghiaccio provocato dall’abbassamento delle temperature non ha creato particolari problemi alla circolazione. Le strade che sono state pulite, già da ieri, erano perfettamente percorribili, e la minima a –10, anche in pianura, nulla ha potuto. Diverso il discorso per la neve accatastata ai bordi delle vie o rimasta sui marciapiedi: sono state segnalate molte cadute di pedoni, tanto che oltre 150 persone hanno dovuto ricorrere alle cure mediche, recandosi al pronto soccorso. Al Policlinico, la maggioranza dei pazienti è stata assistita in ortopedia, mentre in 25 casi è stato necessario l’intervento degli specialisti di chirurgia della mano. Analogo andamento all’ospedale di Baggiovara, dove il numero degli accessi al pronto soccorso è stato il doppio di un giorno normale. Colpa quasi sempre di cadute a piedi. A tal proposito si ricorda che i frontisti hanno l’obbligo di ripulire il passaggio di loro competenza. Attenzione anche per chi si reca in montagna, si possono trovare strade secondarie ancora imbiancate. In vigore in Appennino l’obbligo delle catene a bordo o di pneumatici da neve. Intanto è ancora presto per sapere se e quando sarà recuperata la Corrida di San Geminiano, rinviata a causa dell’abbondante nevicata di ieri, per scongiurare il rischio di cadute rovinose dei partecipanti. Grande freddo, ma non da record Un freddo notevole quello che ha colpito la città di Modena in queste ultime giornate, anomalo per gli ultimi anni, ma non per questo straordinario e nemmeno lontamente paragonabile a quello dei “grandi inverni” del 1963 e del 1956, anno dell’ultima nevicata di San Geminiano. Lo sottolineano gli esperti dell’Osservatorio geofisico dell’Università di Modena che hanno rilevato in città una temperatura minima di -3,8 gradi. La notte serena e secca ha portato, però, ad una notevole differenza, fra città e campagna: a Carpi per esempio la colonnina di mercurio è scesa anche sotto i -10 gradi. Nulla a che vedere con il febbraio del 1991 e del del 1985 quando a Modena si arrivò a -15°C, -25°C in campagna. “La diversità – rileva il meteorologo Luca Lombroso – sta nell’irregolarità dei fenomeni: le nevicate nel complesso calano, ma quando arrivano sono più intense e sono definibili come eventi estremi nevosi”. Il freddo, comunque, la farà da padrone fin verso metà settimana, con temperature minime in linea con quelle odierne e giornate serene ed assolate che permetteranno alle massime di raggiungere i 3, 5 gradi. Come dire, l’inverno non è ancora finito e la primavera resta distante, anche perché tra giovedì e venerdì è attesa di nuovo la neve che, stavolta però, dovrebbe colpire in Appennino più che in pianura.


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