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Scontro sulla caccia, dopo il blitz messo a segno in Senato che consente alle Regioni di cancellare i paletti finora stabiliti sui calendari venatori. A Modena sono più di 300 le specie a rischio.

Caccia agli uccelli migratori e altre specie consentita tutto l’anno. Con un blitz, il Senato ha approvato nei giorni scorsi un emendamento che, se fosse confermato alla Camera, consentirebbe alle Regioni di cancellare la maggior parte dei vincoli sui calendari venatori. Un provvedimento contro cui sono scese sul piede di guerra tutte le associazioni ambientaliste con il Wwf che ricorda come secondo l’ultimo sondaggio dell’Ipsos solo un italiano su dieci è favorevole alla caccia, il 69% del tutto contrario. Ma questo non ha impedito ai senatori di modificare l’articolo 38 della legge comunitaria. Nel modenese sono quasi 300 le specie a rischio tra cui lupo, istrice, ghiro, cicogna bianca, germano reale, gufo di palude, aquila reale, falco pellegrino, moretta tabaccata e pavoncella. In realtà, ci spiega l’assessore provinciale all’agricoltura, Giandomenico Tomei, per le diecimila doppiette modenesi non cambierebbe nulla, anche se l’emendamento diventasse legge, perché toccherebbe comunque alle Regioni l’ultima parola e l’Emilia Romagna non intende modificare il suo orientamento sulla caccia. “Ma è gravissimo – commenta Tomei – che un provvedimento così importante, che di fatto esautora l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, sia stato introdotto con un emendamento”. Piuttosto, secondo l’assessore provinciale all’agricoltura, sarebbe necessario intervenire sulla caccia a livello regionale per rendere più omogenea la normativa tra le singole province, anche in funzione di ridurre i danni per le coltivazioni. “Cinghiali, corvidi, storni, caprioli e ora anche i cervi vanno tenuti sotto controllo, ma sempre nel rispetto delle regole e dei piani di selezione concordati”.Muzzarelli, la Regione non cambiaL’emendamento approvato in Senato è una forzatura che rischia di mettere in discussione gli equilibri raggiunti in questi anni, in grado di assicurare equilibrio faunistico-venatorio e tutela del territorio. Ne è convinto l’assessore regionale, Giancarlo Muzzarelli, secondo cui il dialogo tra agricoltori, ambientalisti e cacciatori ha consentito di definire regole certe e comportamenti adeguati per concorrere all’obiettivo comune di un territorio di qualità con una presenza sostenibile e proporzionata della fauna. “lavoreremo – conclude Muzzarelli – perché la forzatura del Senato non metta in discussione l’intesa raggiunta in Emilia Romagna”. Contro il provvedimento, oggi, i consiglieri comunali del Pd di Modena hanno presentato un ordine del giorno per chiedere al Sindaco Pighi di impegnarsi affinché non sia comunque ampliato il calendario venatorio.  


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