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Anche a Bologna, come nella maggior parte delle Corti d’Appello italiane, i magistrati hanno lasciato l’aula tenendo in mano una copia della Costituzione quando, durante la cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, è intervenuto il rappresentante del governo.

“La Procura di Modena ha lavorato molto, il Tribunale ha lavorato molto: Modena è una delle sedi più produttive d’Italia, ma più di così l’ufficio non può fare”. Nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario il procuratore capo Vito Zincani difende il lavoro del suo ufficio e lo fa con i numeri: nel corso del 2009 la Procura di Modena ha trattato e definito un numero di procedimenti superiore del 25% rispetto al 2008; quasi 30mila i procedimenti contro ignoti esauriti. Ma il vero problema sono gli arretrati, più di 15mila in totale che non vengono smaltiti, e, per un certo verso, le nuove norme penali che hanno fatto aumentare il carico di lavoro di giudici e pm. In Italia processi più lenti che in Gabon, ha detto ieri Vincenzo Carbone, presidente della Corte di Cassazione, ma a Modena, senza scomodare il processo breve, le statistiche confermano che 7.600 procedimenti vengono esauriti entro i sei mesi, vale a dire il 60% del totale; più del 70% entro un anno. Dati che dovrebbero inorgoglire ma che si scontrano con i problemi ormai cronici della realtà modenese, a cominciare dalla macroscopica inadeguatezza degli organici del personale amministrativo, del tutto sproporzionati alle dimensioni della nostra provincia ed è una situazione destinata a peggiorare con i prossimi pensionamenti. Ma a mancare sono anche i magistrati. A parte la copertura del posto di Procuratore Aggiunto con l’arrivo lo scorso settembre della dottoressa Lucia Musti, Modena è ormai considerata una sede disagiata e gli ultimi due concorsi per un posto da sostituto sono andati deserti. Presto, inoltre, due magistrati in organico se ne andranno: sono il dott. Ambrosino, che ha già ottenuto il trasferimento alla Procura di Bologna, e il dott. Casari che ha presentato la domanda. Note dolenti anche per il capitolo mezzi e risorse: computer vecchi e fuori garanzia, che non riescono a supportare i nuovi programmi ministeriali; una sola vettura in dotazione per spostarsi in uffici giudiziari dislocati in varie parti della città; meno di 20mila euro per le spese d’ufficio quando solo l’anno scorso ne erano arrivati 7 mila in più. Un ruolo delicato, quello dei magistrati, anche a Modena dove – insiste il procuratore capo – il tessuto socio-economico è da tempo preso di mira da organizzazioni criminali legate al clan dei casalesi. Zincani conclude con un’amara considerazione: “A questo punto abbiamo un problema, non possiamo andare oltre, senza mezzi economici e personale”


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