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565 lavoratori totalmente in nero, più di 4600 irregolari. I dati ufficiali della Direzione provinciale del lavoro di Modena confermano la gravità del fenomeno.

Caporalato, irregolarità contributive, lavoratori totalmente in nero. Con la crisi, c’era da aspettarselo, sono in aumento le aziende che si avvalgono di manodopera non in regola, approfittando delle difficoltà occupazionali di chi ha perso il posto o è in cassa integrazione. La conferma arriva dai dati ufficiali del 2009 del servizio ispezione della Direzione provinciale del lavoro di Modena: un impresa su 2 delle 1476 controllate, il 6% in più rispetto all’anno precedente, è risultata avere irregolarità. Dato questo, in linea con quello del 2008, mentre il numero complessivo di lavoratori irregolari è aumentato del 61%, passando da poco meno di 2900 a 4642. E di questo addetti irregolarmente occupati ben 565 sono risultati essere totalmente in nero, vale a dire sconosciuti alla pubblica amministrazione. A conferma della crescita esponenziale del fenomeno ci sono anche i dati relativi alle imprese cui, per la gravità delle violazioni accertate, è stata sospesa l’attività. I provvedimenti di sospensione emanati nel 2009, sono stati 101, più del doppio dell’anno precedente, con una crescita del 110%, identica a quella dei recuperi contributivi per previdenza e assistenza. Complessivamente l’attività ispettiva del personale della Direzione provinciale del lavoro di Modena ha portato nelle casse dell’erario quasi 11 milioni di euro, fra recuperi di contribuzione evasa e sanzioni per i trasgressori. Un impegno contro il lavoro nero che, assicurano dagli uffici di piazza Cittadella, aumenterà nel corso del 2010 concentrandosi in quei settori produttivi che statisticamente evidenziano i maggiori tassi di irregolarità.


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