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“L’assoluzione dall’accusa di omicidio volontario decisa dieci giorni fa dal Tribunale di Udine, è la dimostrazione che l’intera vicenda di mia figlia Eluana è stata strumentalizzata a fini politici”. A dirlo, ieri sera alla Cna di Modena, Beppino Englaro, nel corso della presentazione del suo ultimo libro “La vita senza limiti”.

Il 9 febbraio di un anno fa moriva Eluana Englaro, dopo una vicenda giudiziaria durata sedici anni, si concludeva anche la battaglia di suo padre. Duecento mesi, 5750 giorni, in cui Beppino Englaro ha battuto ogni strada, ma sempre nel rispetto delle leggi, per dar voce alla figlia e farne rispettare le volontà di fine vita. Nessuna scorciatoia all’italiana, nessun medico compiacente, ma la volontà di ottenere una giustizia morale e di diritto, sopportando insulti, denunce e la strumentalizzazione politica seguita alla decisione della Corte d’appello di Milano di consentire l’interruzione dell’alimentazione forzata di Eluana. Una storia che Beppino Englaro ha rivissuto ieri sera alla Cna di Modena, dove è intervento insieme alla giornalista Adriana Pannitteri per presentare il libro “La Vita senza Limiti”. Ma con il decreto di archiviazione dell’accusa di omicidio volontario, emesso dal Tribunale di Udine, non termina l’impegno di Beppino Englaro in favore della libertà di cura e di terapia. Primo obiettivo convincere i parlamentari a modificare il testo della legge sul testamento biologico licenziato dal Senato. Nell’attesa, il padre di Eluana suggerisce a chi vuole far valere le proprie volontà di fine vita di nominare un amministratore di sostegno. La strada scelta anche dagli aderenti all’associazione Libera Uscita di Modena.


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